Negli ultimi giorni di febbraio sono state diffuse notizie sulla rete e sui social circa la “irrimediabile perdita di un finanziamento” chiesto dal Comune di Melfi, per 2,5 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza del fiume MELFIA.
La notizia, diffusa con insistenza su vari gruppi di Facebook, deriva dalle tabelle diffuse sul sito del Ministero dell’Interno e relative agli atti allegati al Decreto del 23/02/2021.
Chiariamo subito che, per fortuna, esiste davvero uno studio degli interventi di messa in sicurezza del fiume che attraversa la città di Melfi, a causa delle note criticità idrologiche determinata in coincidenza con le precipitazioni atmosferiche.
E’ vero che il Comune sta affrontando (finalmente!) il problema della criticità del fiume, prima fortemente sottovalutato, anzi, acuito proprio a causa delle attività di trasformazione del territorio urbano condotte senza un appropriato studio preventivo delle conseguenze.
Nel mese di settembre 2020, con la delibera n.102 del 16/09/2020, la Giunta Municipale ha approvato il progetto preliminare per la “eliminazione del rischio idraulico del torrente Melfia”.
Il costo complessivo è stato stimato con lo studio di fattibilità approvato in euro 2,7 milioni.
Con il Decreto 07/12/2020 (https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/documentazione/decreto-7-dicembre-2020) è stato assegnato al Comune di Melfi un contributo per la progettazione “definitiva-esecutiva” per gli interventi di messa in sicurezza previsti dalla Legge n.160/2019; Per tale attività il Ministero ha riconosciuto al Comune di Melfi un contributo a fondo perduto di 140 mila euro, contributo comunicato pochi giorni fa, con la nota del 15/02/2021 (prot.n.28009).
Il Comune adesso è tenuto ad affidare la progettazione definitiva-esecutiva per gli interventi di messa in sicurezza della Melfia entro il 10/05/2021.
In parallelo, il Comune ha avviato le attività per ottenere il finanziamento della realizzazione degli interventi di messa in sicurezza, finanziamento che potrà essere accordato solo dopo che sarà stato redatto il progetto esecutivo, naturalmente. Ed è proprio questo il punto!
L’articolato sistema telematico delle banche dati attraverso cui vengono monitorate le opere pubbliche (M.E.F./BDAP – M.O.P – ANAC) consente allo Stato e anche a tutti i cittadini di poter acquisire dati sugli investimenti pubblici e di poter monitorare le varie fasi.
Per poter assegnare il finanziamento, richiesto per 2,5 milioni di euro, il Decreto del Ministero dell’Interno del 05/08/2020 (https://dait.interno.gov.it/documenti/decreto_fl_05-08-2020.pdf) ha previsto un ulteriore requisito per i soli investimenti superiori a 1 milione di euro (come il caso di Melfi), condizione che consistente nel trovarsi al momento di presentazione della richiesta (che si può fare ogni anno) ad avere un livello di progettazione “utile per attivare le procedure di affidamento dei lavori”; in definitiva serve il “progetto definitivo-esecutivo”, cioè il massimo livello di dettaglio che il Comune oggi ancora non ha acquisito e per il quale ha ricevuto un contributo dallo Stato di 140 mila euro con provvedimento comunicato il 15/02/2021 (pochi giorni fa).
E’ semplicemente questa la motivazione per cui oggi il Comune di Melfi non può ancora concorrere al riparto annuale dei fondi per la messa in sicurezza delle infrastrutture o del territorio.
La motivazione sinteticamente espressa nella tabella allegata al decreto, diffusa sulla rete, è vera e reale, ma nella sua estrema sintesi non è stata affatto compresa ed è stata strumentalizzata come se fosse una inequivocabile prova di colpevolezza di un errore che invece non c’è stato.
Nella tabella (allegato n.1) è scritto: “Non ha compilato in BDAP‐ MOP l’iter procedurale”.
La su riportata motivazione è stata “frettolosamente” letta e ingiustamente capovolta come incapacità dei funzionari del Comune di seguire l’iter.
Cosa è successo nella realtà?
BDAP è la Banca Dati dell’Amministrazione Pubblica, gestita dal Ministero dell’Economia (MEF).
MOP, significa Monitoraggio Opere Pubbliche.
E’ proprio vero che nella sezione “iter procedurale” del MOP l’ufficio tecnico del Comune di Melfi non ha ancora aggiornato i dati per il monitoraggio della fase esecutiva di questa importantissima opera pubblica. Non lo ha ancora fatto oggi e non può ancora farlo per la semplice ragione che da pochi giorni abbiamo ricevuto il finanziamento per fare il progetto esecutivo di questo intervento; solo dopo aver redatto il progetto esecutivo si potrà aggiornare la BDAP indicando gli estremi della fase di affidamento dei lavori successiva alla progettazione esecutiva; solo così il Comune di Melfi potrà concorrere al riparto annuale del finanziamento delle opere.
Dopo aver acquisito la progettazione definitiva-esecutiva l’Ufficio Tecnico del Comune potrà acquisire il codice CIG dell’ANAC (cioè il Codice Identificativo della Gara dall’Autorità Anti Corruzione) e potrà completare i dati nella sezione riservata all’iter procedurale della piattaforma MOP. Quei dati che oggi non ci sono non per “dimenticanza” dell’Ufficio Tecnico, ma perchè semplicemente non c’è ancora il progetto esecutivo.
MORALE DELLA FAVOLA: NON E’ VERO CHE SI TRATTA DI “UN PASTICCIO” COME E’ STATO FRETTOLOSAMENTE DEFINITO,
NON E’ VERO CHE SI E’ TRATTATO DI UN ERRORE COMMESSO DAGLI UFFICI DEL COMUNE PER INCAPACITA’ (come qualcuno si è avventato a sostenere, chiedendo addirittura i nomi dei responsabili di tale presunto errore 😱).
L’errore è di chi non ha capito le complesse procedure che sovrintendono i lavori pubblici e i relativi meccanismi di finanziamento, cui si aggiunge la volontaria e colpevole azione, la mediocrità e il cinismo di qualcun altro che pensa di sfruttare elettoralmente una fake news, capovolgendo la realtà, utilizzando maldestramente informazioni che neanche comprendono.
NON ABBIAMO PERSO NULLA, PER LA SEMPLICE RAGIONE CHE ALLA DATA DI SCADENZA DELLA FINESTRA 2021 NON CI TROVAVAMO ANCORA NELLA FASE DELLA CANTIERABILITA’ richiesta dal DM 05/08/2020. Non c’era e non c’è ancora oggi il progetto esecutivo la cui attività, ripeto, è stata da pochi giorni finanziata dallo stesso Ministero con un contributo di 140 mila euro.
Colgo l’occasione per esprimere un plauso agli addetti dell’area tecnica del Comune di Melfi, lavori pubblici e Urbanistica, 👏 perché su questo delicato argomento, a differenza di quello che si è voluto erroneamente divulgare, ci stanno permettendo di affrontare la complessa problematica con professionalità e massima attenzione.
Sono gli stessi protagonisti che hanno consentito al Comune di Melfi di ottenere importanti risorse, attraverso gli stessi meccanismi per realizzare progetti per la comunità.
Le stesse persone che con competenza ci hanno permesso di acquisire due finanziamenti dello Stato di 2,5 milioni di euro, in totale 5 milioni di euro, per la messa in sicurezza sismica di due scuole elementari (la Marottoli e la Nitti), i cui lavori sono stati appaltati e contrattualizzati, per cui a breve vedremo l’apertura dei cantieri. Sono le stesse persone che 4 anni fa ci hanno permesso di realizzare i lavori di messa in sicurezza sismica della Scuola Media Ferrara per circa 700 mila euro.
L’unico Comune in Basilicata che è riuscito a prendere ben due finanziamento di 2,5 milioni di euro nello stesso anno, altro che incapacità.
Dovremmo rivolgere loro un plauso perché con il supporto degli assessori ai lavori pubblici che si sono succeduti (Fischietti, Cappa e Piccolella) sono stati in grado di concretizzare opere importanti per Melfi.
Ma si sa, in questi casi, quando si ottengono risultati positivi nessuno si affanna a metterlo in evidenza, a rivolgere un plauso, non farebbe notizia, non stuzzicherebbe il desiderio perverso di ricercare un colpevole, un farabutto, un incapace da mettere alla berlina, un responsabile di tutte le colpe, un responsabile per i nostri insuccessi.
E’ invece la notizia c’è ed è buona.
Si prenda atto che finalmente l’Amministrazione Comunale si è concretamente mossa nella direzione di affrontare nella sua globalità il problema della criticità idrologica prodotta dalla trasformazione del territorio intorno alla Melfia.
Era una promessa programmatica che non poteva essere tradita.
Stiamo, cioè, affrontando un problema che la stessa Amministrazione civica ha causato anni addietro (quando era guidata dal centrodestra) per una discutibile politica di espansione del territorio urbano, non preceduta da un adeguato studio delle condizioni idrogeologiche e dei possibili effetti derivanti da un’opera di vasta urbanizzazione.
Gli effetti si sono visti e sono pure ingenti.
L’ISPRA (Ministero dell’Ambiente) ha quantificato in 600 mila euro all’anno i danni che l’Amministrazione Comunale di Melfi subisce per la sproporzionata crescita urbanistica.
Un maggior costo di 600 mila euro all’anno, una enormità sul piano finanziario, per non parlare dell’effetto socio-economico di aver causato la polverizzazione e l’indebolimento del centro urbano.
L’impermeabilizzazione di ingenti aree prima destinate all’agricoltura, con la realizzazione di case e infrastrutture urbane, ha acuito le criticità già presenti e note, ulteriormente appesantite da opere incomplete e non adeguate (le gabbionature non ancorate al suolo in alcuni tratti del fiume).
La notevole attività di studio e approfondimento del territorio condotta negli ultimi 4 anni per arrivare alla definizione del nuovo Regolamento Urbanistico (approvato dal Consiglio Comunale con la delibera n.73 del 26/11/2020), ha messo in luce le criticità determinate dal notevole livello di urbanizzazione del territorio, dall’aumento della cementificazione, la sottrazione di aree naturali disponibili per l’esondazione in caso di piene, la presenza di attraversamenti ed intersezioni con strade di dimensioni non sempre sufficienti o parzialmente occlusi dalla vegetazione, la presenza di opere d’arte lungo il corso d’acqua molto ravvicinate tra loro, la presenza di tratti di intubamenti di notevole lunghezza, sono tutti elementi presenti nel tratto urbano della Melfia e fanno avvertire la loro presenza sul regime idrodinamico della corrente, provocando l’innalzamento dei tiranti idrici in occasioni di eventi piena.
E’ proprio grazie a questa complessa attività di studio, programmazione e progettazione che il Comune ha potuto finalmente motivare e proporre una riduzione dei vincoli per la pericolosità e il rischio idrogeologico; infatti, con il provvedimento dell’Autorità di Bacino pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16/01/2021, decreto n.771 del 15/12/2020, è stata modificata la perimetrazione a suo tempo decisa dalla stessa Autorità di Bacino e affrontato in senso favorevole un serio problema che gli imprenditori e i tecnici melfitani conoscono bene.
Le criticità idrologiche si estendono anche al torrente Finaita, affluente della Melfia, che attraversa parte del quartiere Bicocca su Viale Pratilamia e che non fa parte del complessivo progetto di messa in sicurezza della Melfia.
La criticità in quel tratto è stata provocata dall’intubamento del torrente per un tratto lungo 84 metri con l’utilizzo di un tubo del diametro di 1,5 metri.
E’ una criticità “indotta” (causata cioè dalla mano dell’uomo) che dobbiamo rimuovere e che si aggiunge agli interventi previsti nel più vasto programma di interventi di messa in sicurezza della Melfia in fase di progettazione esecutiva e per i quali successivamente otterremo i finanziamento dello Stato.
Allo scopo è opportuno precisare che l’Amministrazione ha approvato il progetto esecutivo di sistemazione idraulica del tratto mediante un intervento che prevede:
1. Rimozione del tubo esistente;
2. realizzazione dell’attraversamento del solo tratto stradale con uno scatolato in calcestruzzo armato (4,5*2,3 di altezza) in grado di garantire il deflusso dell’affluente della MELFIA;
3. realizzazione a valle del tratto stradale di un canale a cielo aperto
In questo caso, senza attendere “la grazia di qualcuno”, l’intervento lo abbiamo finanziato con fondi del bilancio comunale per un importo complessivo di 390 mila euro e ad oggi la procedura di gara è stata già avviata tramite la CUC-Alto Basento ed i lavori veri e proprio saranno assegnati entro il prossimo mese.
In definitiva, come purtroppo sempre più spesso accade, al contrario dell’ipotizzato pasticcio, la realtà è radicalmente diversa dalle fake news, che con gusto e cinismo qualcuno non ha resistito a diffondere, soprattutto quanto servono a demonizzare la pubblica amministrazione e gettare un’ombra sulle istituzioni e la politica.
Mi dispiace, lo ripeto, ma stavolta non è così; al contrario la comunità di Melfi finalmente si è incamminata sulla strada giusta correggendo clamorosi errori di politica urbanistica e di gestione del territorio che abbiamo iniziato a riparare.
Questa di cui vi ho parlato, cioè gli interventi di messa in sicurezza della Melfia e dei suoi affluenti presenti sul territorio urbano che stiamo per concretizzare, è il frutto della svolta radicale che abbiamo voluto imprimere alla politica urbanistica.
Oggi la civica amministrazione, per conto della comunità di Melfi, dispone di un nuovo strumento urbanistico assistito da indagini diagnostiche approfondite che ci consentono una più consapevole e misurata gestione sostenibile del territorio.
E’ un bene prezioso che come sappiamo “non fa notizia”, un indirizzo di buona politica e amministrazione “fortemente contrastato” dai soliti noti egoismi, ottenuto con un lungo lavoro grazie al quale abbiamo già iniziato a correre ai ripari, con la speranza che in futuro non si ritorni alla disastrosa condizione del far west del passato.

Per me è assurdo che si attacchi chi sta cercando di eliminare le criticità causate da errori commessi in passato e non cerchi di mettere a disposizione, sempre si è in possesso, le proprie capacità e aiutare nel possibile a progredire e non distruggere.