Nel quartiere di VALLEVERDE sono iniziati i lavori, si è aperto il cantiere con le RUSPE in campo. Non si tratta delle “suggestive ruspe della retorica leganordista“, ma di più umili mezzi da lavoro, concreti, che renderanno più moderna e funzionale tutta l’area intorno agli Istituti Scolastici del quartiere Valleverde. L’impresa che si è aggiudicata l’appalto lo scorso anno (aprile 2020) ha iniziato i lavori da lunedì 17/05/2021 e conta di completarli entro 160 giorni, salvo intoppi che, bisogna ricordarlo, sono sempre all’ordine del giorno quando si tratta di lavori pubblici. Per ridurre l’impatto dei lavori con le attività scolastiche ed utilizzare al meglio la pausa estiva, sono stati interessati, in questa fase, i tratti meno utilizzati per il traffico veicolare scolastico.

Anche in questo caso i tempi delle carte e delle procedure, dalla programmazione (settembre 2019) alla apertura del cantiere (un anno e mezzo) sono di gran lunga superiori ai tempi previsti per la materiale realizzazione dei lavori (160 giorni). Va così in generale, in materia di lavori pubblici in Italia, ma è andata così ancor di più nella situazione imprevista in cui si è venuto a trovare l’Amministrazione Comunale di Melfi a seguito degli accadimenti che hanno rallentato (per non dire bloccato) il lavoro dell’Ufficio Tecnico per quasi un anno e mezzo. MA IL PEGGIO E’ PASSATO con il Decreto del Ministero dell’Interno del 28/12/2020, che ha chiuso una procedura di inchiesta incardinata su fatti risalenti al periodo 1997 – 2010 e che, ingiustamente sono stati esaminati “in ritardo” in questi ultimi dieci anni. Ma di questo, come promesso, ne parleremo più avanti.
I lavori si pongono l’obiettivo di valorizzare la “cittadella degli studenti”, allargandone l’utilizzo anche negli spazi extrascolastici per integrarla con il popoloso quartiere dentro cui è inserita.
Il primo stralcio dei lavori, quello economicamente più consistente, riguarda la trasformazione della pavimentazione stradale di tutta l’area che circonda il POLO SCOLASTICO. Le strade ricomprese nel “cerchio di Via Dante Alighieri” del quartiere di Valleverde furono realizzate negli anni ’60 con i cubetti, noti anche con il termine “sampietrini” . Si tratta di una pavimentazione che non è tipica del nostro territorio, mutuata dalle tecniche utilizzate in altre Regioni e, in particolare, nella Regione Lazio. Non è una pavimentazione di “rilevanza storica,” infatti non è sottoposta a tutela. Bisogna fra l’altro tener presente che i cubetti utilizzati a Melfi sono quelli di minima dimensione (6*4), particolare di non poco conto per le conseguenze che ne derivano, soprattutto se si considera che molti dei tratti viari pavimentati con i sampietrini hanno pendenze in alcuni casi importanti (ad es.: Via A.Manzoni).
Gli addetti ai lavori sanno bene che l’utilizzo dei cubetti è consigliato per i tratti viari pianeggianti, meglio se pedonali (centro storico di Roma); per i tratti viari carrabili, dove c’è un significativo traffico veicolare, si utilizzano cubetti di dimensioni rilevanti (14*16), in grado di resistere alle continue sollecitazioni della trazione, come accade proprio nel centro storico di Roma dove, se ci fate caso, ogni cubetto ha una dimensione quasi tripla rispetto a quelli utilizzati da noi che, oltretutto, rappresentano un pericolo per i pedoni a causa della facilità di “estrazione” dalla sede stradale. Nel caso di Valleverde, all’epoca fu (inopportunamente) utilizzato il formato più piccolo dei sampietrini (6*4), da cui deriva la frequenza delle rotture. In sintesi: i cubetti di piccola dimensione non sono idonei a sostenere il traffico veicolare ma si utilizzano per la pavimentazione pedonale nei tratti pianeggianti. Certo oggi, con facilità, siamo in grado di definire “inopportuna o infelice” quella scelta fatta 60 anni or sono; probabilmente a quell’epoca appariva come la migliore, quella esteticamente più azzeccata, perchè non si poteva immaginare l’entità del traffico, la dimensione dei mezzi di trasporto di oggi e la pressione che essi esercitano con la trazione. Oggi una scelta di quel genere verrebbe bocciata da qualunque tecnico progettista, per l’incapacità di quella pavimentazione di sopportare il traffico veicolare e soprattutto per le pendenze presenti sulla collina del POLO SCOLASTICO.
Nell’immagine che segue è visibile la notevole differenza tra i sampietrini utilizzati a Valleverde rispetto a quelli Romani, più solidi e resistenti:
Alla inadeguatezza della pavimentazione si unisce la difficoltà della manutenzione e la spesa degli interventi; basti pensare che a parità di superficie il rapporto dei costi di manutenzione, tra gli interventi sui sampietrini rispetto all’asfalto, è di 6 a 1 e che, soprattutto, sono diventati rarissimi gli artigiani in grado di lavorare e ripristinare le superfici pavimentate con i cubetti. Si stima che il costo a metro quadro per il ripristino della pavimentazione è pari a circa 72 euro (ridotti a 50 senza materiale) per i sampietrini, mentre per l’asfalto il costo a metro quadro quota circa 11 euro.
Per superare il disagio frequente delle rotture e dei tempi mediamente più lunghi di riparazione dei sampietrini, la premessa alla valorizzazione dell’area del CAMPUS SCOLASTICO e dell’intero quartiere residenziale circostante non poteva che essere la sostituzione integrale della pavimentazione, dai cubetti di porfido all’asfalto. I lavori che sono da poco iniziati hanno proprio questo specifico obiettivo e si riferiscono alle seguenti strade: Via G. Verdi, Via L.Da Vinci, Via A.Manzoni, Via M.Buonarroti, Via G.Galilei, Via Napoli, Via Milano, cioè le strade descritte nella Planimetria di seguito riprodotta:
Dalla planimetria si noterà che resta escluso solamente il tratto centrale di Via Galilei (destinato a diventare area pedonale) e la strada a senso unico in discesa (con la biforcazione) che collega l’Istituto Gasparrini con Via Foggia che termina con le due colonne su Via Foggia dinanzi la Chiesa di San Rocco, memoria della pavimentazione che stiamo per rimuovere.
Nel frattempo è iniziato l’iter di definizione della progettazione esecutiva del secondo stralcio dell’intervento che mira a inserire arredi e attrezzature per il tempo libero e per la socializzazione, con l’intento di ampliare la funzione dell’intera area anche negli orari extrascolastici.
L’area centrale di Via Galileo Galileo, nel tratto intercluso tra l’incrocio con Via G.Verdi e la Piazza del Sacro Cuore (cioè la strada dove si affaccia l’ingresso principale della Scuola Elementare Marottoli, la Scuola Media Ferrara e l’Istituto Alberghiero) diventerà un’area pedonale, (pavimentata con i sanpietrini). Alberata e dotata di attrezzature per la socializzazione e tempo libero (panchine, tavoli, aree per il basket, wi.fi. etc..), potrà essere punto di riferimento per studenti e famiglie tutti i giorni dell’anno. L’intervento si completa con la realizzazione dello SKATE PARK che rivitalizzerà la struttura abbandonata (in stato di degrado) meglio conosciuta come “cittadella dei ragazzi”:
Un investimento importante, in due tempi, per un quartiere che nel corso del tempo ha acquisito un ruolo centrale per l’intero sistema urbano della città di MELFI.