Se proviamo a immaginare una forma delle relazioni politico-istituzionali, dopo le ultime elezioni amministrative in Basilicata dello scorso ottobre 2021, la forma più adatta dovrebbe essere “una linea retta verticale”: da Melfi a Roma, passando per Potenza, abbiamo una omogeneità, piena soprattutto sulla materia delle politiche industriali.
E’ un particolare di non poco conto che potrebbe aiutare a rimuovere quelle asimmetrie comunicative che a volte si generano tra i diversi livelli istituzionali (Comune – Regione – Governo). Mi riferisco a quelle difficoltà che si generano per ingiustificabili ostilità, avversità comprensibili (ma dannose), come accaduto a Melfi, ad esempio, negli anni 2020 e 2021 (fino a ottobre), cioè dopo la vittoria del centro-destra alle elezioni regionali del 2019, considerato che non è stato possibile in alcun modo ottenere un confronto con Il Governo Regionale di Basilicata su temi fondamentali, come quello del Presidio Ospedaliero di Melfi (su cui più di qualcuno ipotizza di una volontà di chiusura del punto nascita), la materia ambientale (Cava Monte Crugname e Inceneritore su cui la Regione è in grave ritardo visto che da 2 anni non assume decisioni), la tenuta del tessuto industriale insediato nell’area di San Nicola di Melfi e dalle tante problematiche che possono influire sullo sviluppo sociale ed economico dell’intera Regione come, ad esempio, le misure di contrasto alla povertà e di inclusione sociale (reddito minimo ed altre rispetto al quale il centro-destra è in evidente imbarazzo ideologico).
I casi delle Comunità locali di Melfi, di Avigliano, di Tolve e di altri Comuni nei quali si è insediato il centro-destra, a partire dalla città Capoluogo di Regione, dovrebbero produrre quell’auspicabile livello di sintonia tale da giustificare l’aspettativa di una significativa ripresa socio-economica della nostra Regione.
A Melfi dovremmo poter assistere a sviluppi positivi per lo sviluppo economico e occupazionale, a partire dal settore dell’automobile, campione europeo dell’industria.
Ai Sindaci politicamente omogenei suggeriamo di cogliere gli aspetti positivi della linea politica verticale, confidiamo che sappiano cogliere il vantaggio della “relazione corta” con i livelli istituzionali superiori che non può certo essere quello della cieca obbedienza (del “signor si”); ci aspettiamo, al contrario, che la sintonia politica crei quel contesto virtuoso, utile, a partire da Melfi dove crediamo che il gruppo di comando debba saper stimolare Potenza e Roma per recuperare il ritardo della Regione in materia di “competitività territoriale”.
Stellantis, nel suo ruolo di operatore industriale, ha lanciato nuovamente un allarme: l’Italia e la Basilicata non sono competitive per i costi industriali diversi dal costo del lavoro (https://www.ilsole24ore.com/art/stellantis-compie-anno-e-si-apre-nodo-fabbriche-italiane-tavares-dobbiamo-studiare-situazione-italia-energia-costa-troppo-AE3rsw8).
Un allarme che suona anche come una beffa per i lavoratori lucani.
I lavoratori lucani, con il minor costo retributivo dei loro colleghi francesi o tedeschi, di fatto compensano il divario competitivo dei sistemi industriali degli altri Paesi; insomma il maggior costo che si paga in Basilicata per elettricità, gas e tasse sul lavoro viene compensato dalla capacità lavorativa, dall’efficienza organizzativa, dalla qualità dei nostri lavoratori ma anche dal più basso livello retributivo.
La sferzata di STELLANTIS, che ha come inevitabili destinatari GIORGETTI e CUPPARO, cosa ha prodotto?
Al momento non si hanno notizie di alcuna iniziativa del Governo Regionale.
L’unico colpo battuto sull’argomento è quello del Governo Nazionale intervenuto tardivamente con un provvedimento tampone, per calmierare gli oneri collegati al costo dell’energia. DAVVERO TROPPO POCO.
Cosa ci dovremo aspettare?
Alcuni scommettono sull’ansia comunicativa del neo Sindaco Maglione, già intervenuto con l’installazione di fari temporanei “presi in prestito da un magazzino di un’azienda privata” il giorno dopo la tragedia che ha colpito una famiglia melfitana, per compensare l’evidente mancanza della Regione.
Con l’ansia di “fare qualcosa da comunicare”, a fronte dell’inerzia del Governo Regionale, il Comune di Melfi cosa penserà di fare per l’apparato industriale già insediato?
Ridurrà la Tassa Rifiuti e l’IMU per l’industria già insediata, costringendo i cittadini tutti, come accade per i lavoratori lucani, a pagare il prezzo dell’inerzia del Governo Lucano in materia di politiche industriali, ponendo a carico dei cittadini melfitani la riduzione delle tasse per le aziende industriali?
Purtroppo è un argomento su cui il Sindaco Maglione è già intervenuto in campagna elettorale assumendo un preciso impegno verso le aziende industriali a suo dire “tartassate dal Comune di Melfi come se fossero un bancomat” per l’eccessivo livello delle tasse comunali (per un approfondimento clicca qui—> http://liviovalvano.blog/2021/07/27/maglione-a-destra-la-conferma-dopo-la-bugia/ ).
Se questo dovrà essere il senso della omogeneità politica, la forma della linea retta verticale dovrà essere sostituita con quella di un nobile vegetale: la forma del cetriolo, che mi auguro di vedere solamente nei piatti in tavola dei cittadini lucani.
