L’amministrazione comunale di Rapolla, quest’anno ha dato vita ad una iniziativa di grande valore culturale e sociale: il Carnevale.
In grande stile, il Sindaco Socialista Biagio Cristofaro, il Vice sindaco Sisti, anch’egli Socialista e tutti gli amministratori, unitamente alle varie associazioni hanno rimesso in piedi la festa popolare per eccellenza.
Quasi un passaggio del testimone rispetto al comune di Melfi, che negli anni dal 2017 al 2020,si era preso la responsabilità e l’onore di far rivivere nella cittadina normanna una tradizione che per diversi motivi era andata in disuso.
La tradizione popolare del carnevale esprime uno dei tratti culturali identitari di una comunità dove, grazie alla metafora della maschera, ognuno è se stesso oppure potrebbe diventare un altro.
Non ci sono ruoli e non esistono ceti, differenze e disuguaglianze.
La rinascita dall’inverno alla primavera, dal buio alla luce, dal pianto al sorriso.
Questo compito un tempo affidato a sfilate di carri trainati anche da animali, da secoli trova la massima espressione nella lavorazione della carta pesta.
Affinché il risultato sia raggiunto serve l’incontro e l’intreccio dell’intera comunità :associazioni, artisti e istituzioni.
Nella nostra città il gran cuore propulsore è stato affidato all’AIAS, dove ragazzi e operatori si sono cimentati nella fabbricazione materiale di alcuni pezzi che assemblati hanno dato vita ai carri allegorici.
Il centro immigrati ha dato una nota multiculturale, arricchimento e integrazione.
Le scuole, gli studenti e gli insegnanti hanno lavorato affinché ogni tassello avesse la giusta collocazione.
Il successo riscosso negli anni precedenti ha fatto sì che anche le città limitrofe hanno guardato al rinato carnevale con positività, donando al nostro territorio del Vulture la veste dell’accoglienza e dell’ilarità, qualità queste che ben si addicono ad una città che vanta storia e monumenti da ammirare.
Purtroppo, la nota dolente è che dall’anno 2022, per il secondo anno consecutivo, non si è dato spazio a questo momento di sana allegria e di attrattore turistico nello stesso tempo.
Io spero che sia solo una parentesi e che presto l’attuale amministrazione recuperi questa tradizione, liberandosi dell’ ossessiva preoccupazione di doversi mostrare diversi dai loro predecessori.
