Sagace, brillante, creativo, irriverente, provocatore, campione del confronto dialettico.
Potremmo anche dire che Sgarbi è l’erede di Arthur Schopenhauer, ma non solo e probabilmente non si offenderà e non ci querelerà se aggiungiamo un’ulteriore qualità che ha dimostrato di avere da tempo: campione mondiale della capovolta.
Non mi riferisco affatto alle vicende personali, che ha voluto socializzare qualche giorno fa, ma alle accuse mafiose lanciate agli ecologisti in generale e al leader dei Verdi Italiani.
Angelo Bonelli non ha certo bisogno di un avvocato per difendersi, ma trovo davvero formidabile e sfacciata la capovolta che Vittorio Sgarbi è stato capace di fare, rispetto all’accusa sulla distruzione del paesaggio: Bonelli, ecologista, responsabile del consumo del paesaggio del Sud per gli installatori di pale eoliche? Semplicemente fantastico oltre, che totalmente falso.
Non è la prima volta che Sgarbi si lancia in accuse contro tutti, in particolare ai danni degli amministratori locali Italiani, soprattutto al Sud, sul tema dell’installazione delle Pale eoliche; da anni Sgarbi, in giro per l’Italia, come può, in ogni circostanza, convegno, evento, lancia anatemi violenti contro i più deboli, gli amministratori locali e i Sindaci in particolare.
Lo fa con candida determinazione, utilizzando lo stratagemma n.32 della nota opera di Schopenhauer, classificando l’argomento dei parchi eolici nell’ambito di “una categoria odiata” dall’opinione pubblica, in quanto, a suo dire, dissipatori del bel paesaggio italiano e distributori del brutto e del malaffare.
Una domanda sorge spontanea: Vittorio Sgarbi sa di essere la stessa persona che faceva parte della maggioranza politica che ha governato l’Italia dal 2001 al 2006?
Era lo stesso deputato della Repubblica, Sgarbi Vittorio, nella XIV legislatura, dominata dal centro destra del Governo Berlusconi, che ha approvato il D.Lgs. n.387 del 29/12/2003, che all’articolo 12 ha qualificato come “opere di pubblica utilità” gli impianti realizzati da privati per la produzione di energia rinnovabile, disciplinando la più violenta ed efficace procedura di autorizzazione amministrativa mai vista prima in Italia. Un’industria privata che espropria i terreni di cittadini per installare le pale eoliche. Una legge che introduce una fortissima tutela a determinati e rilevanti interessi.
Giusta o sbagliata che sia, Sgarbi ce la dovrebbe spiegare perchè è quella legge, che lui ha approvato (e non Bonelli), che ha permesso la calata delle pale eoliche sul paesaggio italiano.
Nulla possono gli amministratori locali, soprattutto i Sindaci, con quella legge del 2003, perchè spogliati completamente del potere di dare o non dare l’autorizzazione.
E Vittorio Sgarbi legislatore cosa fece?
Per caso si incatenò in Piazza Colonna, dinanzi a palazzo Chigi (all’epoca abitato da Silvio Berlusconi), in segno di protesta a difesa della bellezza del paesaggio italiano? Ma quando mai!
Non ricordo neanche di uno sciopero della fame dell’epoca, così come oggi, da sottosegretario alla cultura, non vedo manifestazioni di dissenso o di iniziativa legislativa finalizzata a cancellare o modificare l’art.12 del D.Lgs. N.387/2003.
E allora ecco che gli “sgarbi” del bel Vittorio showman si indirizzano verso vittime predestinate (come il verde Bonelli), per distrarre l’attenzione, contando sulla suggestionabilità dell’opinione pubblica, che nella complessità della legislazione non riesce più ad individuare meriti e responsabilità.
E se ti rendessi conto che sei proprio tu, caro Vittorio Sgarbi, responsabile di quella legge liberticida, dissipatrice del bel paesaggio?
