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MELFI: IL RENDICONTO DI 10 ANNI – capitolo 03: VERSO LA BELLA STAGIONE

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Per affrontare le principali criticità evidenziate ed impostare politiche e progetti efficaci, il punto di partenza è stata la lettura del sistema urbano. Una lettura che non può essere limitata alla fotografia ma che deve contestualizzare “l’organismo città” nel contesto più esteso delle dinamiche socio-economiche non semplicemente territoriali ma nel più ampio gioco nazionale ed internazionale.

Chi approccia all’amministrazione della città deve tener presente dell’importanza del legame tra la città e i suoi abitanti, tra le mura e le persone. E’ importante far crescere il sentimento identitario, che a Melfi è molto forte, per le conseguenze positive che tale energia può sprigionare. I sentimenti che caratterizzano la coscienza collettiva della città intensificano il legame identitario, e il conseguente desiderio di vedere la propria città primeggiare rispetto al contesto territoriale regionale.

Quella tensione identitaria la si percepisce in forme diverse, nello sport (spesso nel calcio), nella politica, nell’orgoglio per la storia e per le qualità del sistema urbano.

E’ proprio sulla dimensione positiva di questi sentimenti, lasciando da parte quella più effimera, campanilista e spesso autodistruttiva che serpeggia nella coscienza collettiva,

su quell’energia possente, su quel legame indiscutibile proprio dei figli verso la loro madre, si è tentato di costruire una strategia e un’azione collettiva che ha puntato allo sviluppo culturale e turistico della città.

I cittadini sono orgogliosi e desiderosi di avere il sistema urbano più qualificato della Regione e chiedono di migliorarne progressivamente la qualità.

L’analisi ha messo in evidenza la crescita del lavoro intellettuale nel suo complesso, fondamentale per affrontare il mare impetuoso della nuova economia, sempre più incerta, caratterizzata da fenomeni di maggiore mobilità, dinamicità e dai ritmi sempre più veloci. Il peso del lavoro intellettuale si stima che oggi rappresenta almeno il 25% degli occupati e tendenzialmente è in crescita; questa incidenza e la relativa tendenza al rialzo ha conseguenze rilevanti sulla forma fisica e sulla struttura sociale delle città, anche dei centri abitati di minori dimensioni come Melfi.

Al lavoro intellettuale è necessario prestare maggiore attenzione; esso determina una crescita costante del bisogno di cultura nel senso più ampio del termine, bisogno che si trasferisce sulla morfologia e sulle infrastrutture dei nuclei urbani.

La produzione culturale assume centralità nella città moderna, dove il cittadino-lavoratore della conoscenza cresce di peso e importanza.

La cultura assume dimensioni sempre più rilevanti sul piano economico, atteso che con l’avanzata del lavoratore della conoscenza cresce complessivamente la domanda di prodotti culturali nelle diverse forme (produzione cinematografica, musica, produzione artistica, design, artigianato, moda, intrattenimento e spettacolo, network televisivi, editoria, turismo storico-culturale, eventi culturali, musei etc..).

In linea generale all’industria della cultura appartengono tutti i settori che si traducono nel creare e commercializzare beni o servizi ad alto contenuto di significati simbolici; dalle vacanze, permeate da contenuti culturali, ai beni prodotti dall’industria spesso carichi di simboli, immagini e significati collegati a significati simbolici e culturali per renderli attraenti e appetibili, attraverso la pubblicità che punta a costruire legami con identità collettive positivamente connotate.

Secondo alcuni economisti la componente simbolica dei prodotti porta dentro i confini dell’economia culturale finanche i settori dell’abbigliamento e dell’arredamento; secondo altri è invece necessario restringere il perimetro a tutto ciò che trasforma le espressioni della creatività umana in prodotti e servizi per il consumo generalizzato (libri, film, teatro, etc..). Nell’uno e nell’altro caso, un fatto è certo: il peso della componente “cultura” cresce costantemente nell’industria e nell’economia vista in generale.

In sintesi: la società moderna, la comunità del lavoratore della conoscenza, si caratterizza per questa crescente convergenza tra cultura e industria.

E’ evidente che l’economia culturale tende a modificare la struttura sociale di una città; modifiche fisiche che si rendono più visibili nelle grandi città, dove è possibile vedere la trasformazione di un intero quartiere, interessato dall’insediamento di più imprese che hanno interesse alla creazione di un’area che interagisce.

In un piccolo centro urbano, invece, la trasformazione è innanzitutto di tipo sociale, indotta dalla crescita dell’economia della conoscenza ma allo stesso tempo generatrice di una classe media con particolari caratteristiche.

Lavoro, reddito, casa, sono le tre parole espressive dei crescenti bisogni primari; a seguire e non in secondo piano, intrattenimento, sport, servizi alla persona, cultura, cioè i bisogni emergenti e crescenti legati soprattutto all’avanzata del cittadino-lavoratore della conoscenza.

Sviluppo, nella direzione della promozione dei servizi, delle attività culturali in senso lato e di una azione di promozione del territorio da offrire come localizzazione ideale per l’insediamento di nuove realtà imprenditoriali, nell’ottica di assecondare e sostenere il naturale processo di rigenerazione industriale e più in generale del tessuto economico locale.

La città ha certamente bisogno di ripetere il percorso di crescita industriale degli anni ’90; può e deve farlo promuovendo le caratteristiche e la qualità del territorio e della rete infrastrutturale di cui dispone. Non basta la rassicurazione della fase di rilancio e di espansione produttiva ed occupazionale del sistema industriale automobilistico, che nei primi mesi del 2015 è ripartito recuperando terreno e producendo nuova occupazione per circa 3 mila nuovi posti di lavoro e che oggi sembra potersi ripetere, da qui al 2024, con la conferma della centralità dello stabilimento di Melfi, nell’ambito dell’Universo STELLANTIS, chiamato a produrre i principali modelli a trazione elettrica.

Ma bisogna fare attenzione: c’è un intero sistema che gravita intorno al colosso automobilistico che nel nuovo scenario mondiale deve riconquistarsi il proprio spazio in termini di competitività. Ci siamo spesi per quanto possibile per sottoporre tali necessità ai livelli istituzionali competenti (Regione – Stato), per far salire il livello di competitività di tutto ciò che è fuori dalla fabbrica. Lo abbiamo fatto dal primo all’ultimo giorno, fino ad aprile 2021, quando abbiamo promosso e gestito quella che agli occhi di tutti è stata la più grande assemblea interistituzionale, con la partecipazione delle forze sindacali, di Confindustria, di 72 sindaci lucani, del Presidente ANCI di Basilicata, di rappresentanti del Governo Regionale, dei Parlamentari Lucani, della Conferenza Episcopale di Basilicata, insomma l’intera società lucana con le istituzioni per realizzare un confronto aperto finalizzato a valutare rischi, opportunità e soprattutto le azioni da mettere in campo per rigenerare il sistema industriale lucano, a partire dal più importante nucleo industriale di MELFI.

STELLANTIS: Consiglio Comunale 13 aprile 2021

Per migliorare la competitività dell’area industriale e favorire il processo di rigenerazione il Comune di Melfi ha portato a termine la realizzazione del CENTRO RICERCHE FIAT, nei primi 36 mesi dall’inizio del mandato, afflitto e bloccato da un incomprensibile contenzioso instauratosi alla partenza con la precedente amministrazione di centro-destra.

Campus FCA

Raccogliendo le istanze delle aziende industriali, abbiamo proposto e promosso un investimento di manutenzione straordinaria delle infrastrutture (strade, illuminazione etc..), investimento finanziato dalla Regione e realizzato dall’ASI nell’anno 2017.

Con il Commissario ASI alla conclusione dei lavori nell’area industriale

Abbiamo inoltre ottenuto la definizione di un’antica procedura, bloccata da un decennio, di statalizzazione della superstrada MELFI-SATA e MELFI-OFANTO, grazie al coinvolgimento pieno dell’ex Vice Ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini che nell’anno 2016 (con il trasferimento di un fondo da Stato ad ANAS per 29 milioni di euro che in questi mesi ANAS sta investendo per mettere in sicurezza e migliorare quelle due arterie di collegamento) è stato da noi investito anche sullo sblocco dei lavori per il completamento della BRADANICA, attività che si è concretizzata nei mesi successivi.

Sopralluogo con il Vice Ministro Nencini sulla Melfi – Ofanto

Raccogliendo il suggerimento di due tecnici, pensionati residenti a Melfi desiderosi di trasferire la conoscenza derivante dalla loro esperienza, abbiamo sottoposto al Ministero delle Infrastrutture la necessità di apportare un’importante modifica al tracciato ferroviario della linea Foggia – Melfi – Potenza, al fine di migliorare il collegamento ferroviario che collega la Basilicata alla dorsale adriatica e il collegamento con l’Area Industriale di San Nicola di Melfi. La proposta avanzata dal Comune di Melfi è stata fatta propria dalla Regione Basilicata, con nota del Presidente della Giunta Regionale del 07/07/2015 (prot.n.0141290/19A1). Si tratta di una variante di correzione dell’antico tracciato ferroviario, finalizzata ad accorciare i tempi di collegamento, superare i cronici problemi di frana che spesso creano disfunzioni e interruzioni del servizio e di collegamento dell’area industriale. Fu redatto con risultati positivi lo studio di fattibilità da parte di RFI e l’investimento doveva essere incluso nel quadro degli investimenti strategici fatti propri dal governo regionale, contenuti nel PIANO PER IL SUD.

Vedremo se con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza quel progetto potrà trovare una concreta possibilità di realizzazione.

A fianco della grande industria, le cui strategie e processi sono governati altrove, le misure e i progetti su cui ci siamo spesi in tutto il percorso hanno puntato a creare un ambiente fertile per generare le opportunità rese disponibili dalle risorse presenti sul territorio.

E’ un territorio che ha una forte identità e notevoli potenzialità per le risorse naturalistiche, paesaggistiche, agricole, storico-monumentali e archeologiche. Azioni, progetti e investimenti (materiali e immateriali), in questi anni sono stati indirizzati per stimolare gli altri settori dell’economia locale, diversi dalla grande industria, che ne avrebbero potuto trarre valore.

Per stimolare lo sviluppo del sistema urbano abbiamo iniziato con l’adottare provvedimenti di “alleggerimento del bilancio comunale”, oppresso e bloccato dai provvedimenti del Governo Nazionale.

Ma di questo argomento tratteremo nel prossimo capitolo.

I capitoli precedenti:

CAPITOLO 1: http://liviovalvano.blog/2021/08/08/melfi-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-1/

CAPITOLO 2: https://liviovalvano.blog/2021/08/09/melfi-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-2-linizio-del-primo-mandato-linverno-rigido/

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