E’ un nuovo simbolo identitario.
La porta che consente di attraversare le mura fortificate e di entrare nel nucleo abitato più antico, costruito dai Bizantini, a ridosso del quartiere di San Lorenzo.
E’ un luogo di grande fascino; il percorso pedonale più rapido e più ripido per arrivare al Castello dalla Fontana del Bagno. Il visitatore che di li passa può adesso godere di uno scenario affascinante, incrocia l’immagine della riproduzione gigante del simbolo della città (il Basilisco alato) in pietra, inserito nella pavimentazione di Piazza Craxi, alla stregua del visitatore del belvedere antistante la Chiesa dei Cappuccini.
E’ stato un lavoro lungo e complesso, durato quasi 7 anni (l’idea progettuale è partita con il PEG 2014 approvato con la DGM n.127 del 19/09/2014), articolato in due fasi che ha trasformato quell’angolo della nostra città che prima si presentava in questo modo:

La foto ci ricorda che per passare a piedi bisognava munirsi di una buona dose di coraggio insieme alle abilità di un arrampicatore.
Il primo stralcio dei lavori ha consentito di realizzare il percorso di attraversamento delle mura, con la pavimentazione e la messa in sicurezza del sentiero pedonale che si arrampica sulla porta. In quella prima fase è stata realizzata anche l’illuminazione architetturale delle mura fortificate (tratto dal Castello – Calcinaia – Vico Pendino), contenuta nella delibera di Giunta n.180 del 15/12/2015; si tratta di un intervento rivelatosi efficace per esaltare la bellezza monumentale del tratto murario di Calcinaia.
La seconda fase è partita con il progetto approvato dalla Giunta con la delibera n. 212 del 06/12/2017; il cantiere è stato attivato in coincidenza del millenario (cantiere inaugurato il 12/10/2018) e i lavori sono terminati nel mese di luglio 2021.
Durante la seconda fase dei lavori sono state condotte indagini archeologiche nell’area di cantiere e sono stati rinvenuti elementi preziosi di vario genere, tra cui un elemento avente la funzione di “piedritto” dell’arco, di colore bianco, elemento che è stato re-inserito nella base dell’arco. E’ stato proprio quell’elemento che componeva l’originario arco della porta a confermare la scelta del colore dell’arco (bianco).
L’inaugurazione del cantiere è stata impreziosita dalla eccezionale opera artistica di un nostro concittadino, RINO CAVUOTI, capace di trasformare con le sue mani la pietra lavica melfitana in oggetti e personaggi in grado di comunicare forti emozioni. In questo caso l’artista ha scolpito il simbolo del MILLENARIO su una pietra che è stata posata sulla pavimentazione sottostante la porta. A Rino Cavuoti il nostro ringraziamento per la generosa opera donata alla Città di Melfi.
La conosciutissima “casa gialla” sulle mura viene acquisita dal Comune e demolita; si apre uno spazio molto interessante per i turisti, per l’uso quotidiano degli abitanti e per eventi culturali e di intrattenimento.
Dopo il completamento dei lavori della seconda fase, il risultato finale della riqualificazione di PORTA CALCINAIA è straordinario:
- è stato creato un percorso turistico da Piazza Craxi – Fontana del Bagno fino alla Porta del quartiere Bizantino;
- d’intesa con la Soprintendenza di Basilicata è stato ricostruito l’arco della Porta, crollato dopo il terremoto del 1930;
- Sono state create le condizioni per valorizzare le residenze di quel quartiere anche grazie alla possibilità di istituire il senso unico veicolare, dal Castello verso la strada di San Lorenzo.
Questo progetto sull’area della CALCINAIA è la testimonianza della tensione, della volontà e dell’impegno che nei 10 anni abbiamo profuso per valorizzare il centro storico.
E’ chiaro che ci vorrà tempo per recuperare l’errore strategico, fatto in passato, nell’aver “deportato” in pochi anni 4 mila abitanti dal centro urbano nel nuovo quartiere BICOCCA, in assenza di una vera crescita demografica. Ci vorrà tempo per recuperare e per vedere un rimbalzo di interesse verso il nostro centro storico che, però, è già stato dotato dei presupposti per tornare ad essere il punto di riferimento della nostra comunità.
E’ stata sicuramente una scelta “ambiziosa” e singolare quella di voler ricostruire l’arco della Porta, scelta resa possibile grazie all’acquisizione di foto d’epoca, precedenti il terremoto del 1930 e, soprattutto, dalla sensibilità e ampiezza di vedute della Soprintendenza di Basilicata che qui voglio ringraziare nuovamente.
I CAPITOLI PRECEDENTI:
CAPITOLO 1: https://liviovalvano.blog/2021/08/08/melfi-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-1/
CAPITOLO 3: https://liviovalvano.blog/2021/08/10/melfi-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-03-verso-la-bella-stagione/
CAPITOLO 8: http://liviovalvano.blog/2021/08/25/le-origini-piazzetta-san-lorenzo-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-08/
[…] CAPITOLO 9: http://liviovalvano.blog/2021/08/26/porta-calcinaia-un-nuovo-simbolo-identitario-il-rendiconto-di-10… […]
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