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MELFI: LA SFIDA INDUSTRIALE E’ LA PRIORITA’ PER IL GOVERNATORE BARDI, CONFINDUSTRIA E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI.

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Dobbiamo essere grati al Governatore Bardi e all’intero Consiglio Regionale di Basilicata perchè l’assemblea straordinaria del 21 aprile ha raccolto le preoccupazioni, la sollecitazione e gli spunti del Consiglio Comunale aperto tenuto a Melfi il giorno 13; un bellissimo esempio di cooperazione interistituzionale e di partecipazione che ha avuto come protagonisti le parti sociali, a partire dalle organizzazioni sindacali e da Confindustria Basilicata, che hanno saputo coinvolgere le istituzioni.

L’esito del deliberato del Consiglio Regionale è inequivocabile: l’area industriale di San Nicola di Melfi è una risorsa fondamentale per la Regione, da cui deriva il forte impegno politico ad intraprendere una serie di azioni tese a salvaguardare economia e occupazione locale.

Per ottenere un simile risultato il Governo Regionale, deve assumere la guida di un processo dentro il quale parti sociali e istituzioni dovranno convergere per RE-insediare” il nucleo industriale di Melfi, ripensandolo e riattualizzandolo al nuovo scenario competitivo che non è più quello degli anni ’80/’90 e neanche quello del primo decennio del XXI secolo. Sergio Marchionne ci aveva avvisato da molto tempo, invitando tutti ad alzare lo sguardo oltre il presente, nella direzione di perseguire ulteriori integrazioni industriali, dopo quella di successo tra FIAT e CHRYSLER che diede i natali a F.C.A. nel 2014. Quel tempo oggi è arrivato con STELLANTIS e le conseguenze future dobbiamo sforzarci di comprenderle oggi, senza perdere tempo.

Il primo interrogativo riguarda il vantaggio localizzativo dello stabilimento di Melfi: bisogna capire se dopo la fusione con PSA la posizione geografica di Melfi continua ad avere o meno lo stesso significato e soprattutto la stessa importanza. A mio avviso, la valenza strategica dello stabilimento, rispetto alle origini (fine anni ’80) è molto cambiata, nel senso che è diminuita. Prima della moneta unica e del trattato di Maastricht, il mercato italiano dell’auto godeva (per il produttore) o soffriva (per il consumatore) di una condizione di sostanziale monopolio. Ciò che si vendeva in Italia veniva dalle fabbriche italiane, per la gran parte. Melfi assumeva un ruolo fondamentale sul territorio della penisola, per la sua posizione geografica baricentrica, in mezzo alle due dorsali costiere (adriatica e tirrenica), come stabilimento di assemblaggio dove si produce il prodotto finito, grazie ai collegamenti stradali e ferroviari consentiva di minimizzare i costi di trasporto, soprattutto nella distribuzione verso le concessionarie di vendita, di automobili in tutta la penisola isole comprese. Una posizione ideale.

Con la globalizzazione dei mercati è cambiato tutto, il fattore geografico si è notevolmente ridimensionato e solo grazie all’operazione FCA di Marchionne, con la Jeep prodotta a Melfi, è stato possibile dare allo stabilimento lucano un ruolo di primaria importanza, poggiato sull’adeguamento tecnologico e sulla competitività: fino a ieri produrre a Melfi costava meno rispetto all’intero sistema FCA.

Oggi, l’integrazione con PSA rimette nuovamente tutto in discussione, c’è poco da fare e far finta di non capirlo sarebbe davvero miope; questo perchè l’integrazione tra i due apparati produttivi crea un eccesso di capacità produttiva, vista nel suo complesso. La conseguenza è che o la nuova azienda riesce ad aggredire il mercato facendo crescere di molto la sua quota nelle vendite di automobili (ipotesi che non appare concreta), oppure dovrà mettere mano all’apparato industriale. Se cosi è (e non può essere diversamente) dobbiamo immaginare che STELLANTIS tenderà a rendere efficiente il suo sistema produttivo, a partire dalle aziende dell’indotto (come ha già fatto qualche anno fa licenziando 8 mila dipendenti PSA su 38 mila).

Oggi è evidente che la semplice posizione geografica di Melfi nella penisola italiana ha perso la rilevanza che inizialmente spinse la Fiat dell’Avvocato Agnelli e del manager Cesare Romiti a scegliere il territorio lucano. Oggi il prodotto viene per lo più venduto all’estero per cui la posizione geografica di per se non è più generatrice di economie di localizzazione rilevanti.

Proprio per questo dobbiamo concretizzare alla velocità della luce (che non è proprio lo standard della Pubblica Amministrazione italiana) i buoni propositi decretati dal Consiglio Regionale del 21 aprile, per ottenere un obiettivo: rendere conveniente mantenere la produzione industriale a Melfi per STELLANTIS e per tutto l’apparato produttivo insediato, ivi compreso quello del settore alimentare che a Melfi ha presenze rilevanti (Barilla, Preziosi Food-Salati Preziosi, l’Agroalimentare, Candeal Commercio, Gargill ed altri).

Primo obiettivo: ridurre il costo dell’energia. Elettricità e gas a basso costo, nella direzione della transizione ecologica. Melfi ha una dotazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili che consentirebbero di insediare unità produttive di idrogeno verde (chilometro zero); sarebbe un passo in avanti gigantesco. Ci sono anche le condizioni orografiche e ambientali per insediare ulteriori impianti fotovoltaici, se necessario, intorno al perimetro dell’area industriale senza interferire con il delicato paesaggio che sulle colline sale verso la città storica e il Vulture. Attiviamoci per renderlo possibile nella logica di convogliare la produzione di energia a basso costo verso l’area industriale. Bisogna correre perchè mentre noi qui “studiamo” e approviamo ordini del giorno all’unanimità, altrove, (in Italia e all’estero) lo stanno già facendo.

Per memoria aggiungo che ci sono altri “piccoli” problemi noti da risolvere, tra cui la regolamentazione urbanistica dell’area industriale che è una criticità superabile anche per le aziende già insediate. La Regione può subito modificare l’indice di fabbricabilità, attualmente pari a 1/3 della superficie del lotto: deve essere modificato fino a 2/3, così da permettere ampliamenti senza consumare ulteriore suolo.

Una annotazione: il Comune di Melfi vuole dare un segnale per i nuovi insediamenti nel nucleo industriale, mettendoci del suo: il giorno 28 il Consiglio Comunale di Melfi approverà una delibera con cui statuirà l’esenzione della Tassa Rifiuti e l’esenzione della parte dell’IMU di competenza del Comune per i primi 5 anni. A questo il Comune aggiunge anche la pubblicazione di un bando per assegnare un contributo a fondo perduto per installare impianti fotovoltaici per la produzione di energia per i nuovi insediamenti.

Ai piccoli stimoli alla portata dell’Amministrazione Comunale è necessario aggiungere altro; per questo faccio appello al Governatore Bardi e all’assessore Cupparo affinchè la Regione introduca ulteriori e più significativi stimoli che di seguito propongo come traccia di lavoro:

il costo del lotto che, per i nuovi insediamenti, andrebbe azzerato o quasi (a Melfi di recente abbiamo assunto questo provvedimento per i nuovi lotti dell’area PIP, con lo sconto del 90% del costo del lotto);

riduzione dell’IRAP per le attività industriali, provvedimento ancor più necessario dopo il recentissimo incremento delle tariffe dell’acqua industriale e dello smaltimento dei reflui, atto che mi rendo conto EGRIB doveva necessariamente varare, ma che comporterà una perdita di competitività per tutto il tessuto produttivo esistente;

– attivazione di bandi per riconoscere agevolazioni finanziarie ai nuovi insediamenti industriali, con priorità per i progetti che promuovono il recupero dei disoccupati espulsi dal lavoro a seguito di processi di ristrutturazione (come il recente caso della piattaforma ex Auchan e altri, oltre a quelli che possono verificarsi da oggi in poi);

– attività di marketing, a partire dal coinvolgimento di ENI e TOTAL per nuovi progetti industriali come già anticipato dall’assessore regionale Cupparo.

Si tratta di semplici suggerimenti a disposizione del tavolo tecnico regionale che sicuramente saprà elaborare ulteriori e più appropriate ricette, adeguate a centrare l’ambizioso obbiettivo; ma nel frattempo ribadisco l’appello al Governatore Bardi e all’intero Consiglio Regionale affinchè si lavori contestualmente a tutti i provvedimenti che possono essere utili per semplificare la vita del mondo produttivo e per favorire nuovi insediamenti con l’impiego di manodopera della nostra Regione.

Siamo in mare aperto, tutti i protagonisti sono indispensabili, a partire dal mondo imprenditoriale lucano che certamente non può esimersi dal giocare un ruolo di primo piano; il rischio di declino dell’apparato industriale insediato nell’area nord determinerebbe un effetto domino sull’intero tessuto produttivo regionale. Siamo tutti nella stessa barca e l’imprenditoria regionale deve dimostrare di essere capace di uno scatto di reni, pronta ad assumersi responsabilità e rischi e a condividere un percorso virtuoso con le organizzazioni sindacali, oltre che a stimolare le Istituzioni con proposte e indicazioni chiare e concrete.

E’ chiaro che a questo punto, dopo l’emergenza sanitaria, è questa la grande priorità con cui dovrà misurarsi il Governo Regionale, le parti sociali e il tessuto imprenditoriale.

La convergenza di volontà vista a Melfi e poi nel Consiglio Regionale promette bene e ci dice che “insieme”, senza attendere il Governo Nazionale, possiamo tradurla rapidamente in provvedimenti concreti nell’interesse della Basilicata. PROVIAMOCI!

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