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MELFI: C.A.P. 85025

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Alla distanza, si sa, la memoria si indebolisce. Si indebolisce ancora di più se non viene utilizzata e sollecitata.

Se non si spediscono più lettere o cartoline a mezzo posta si finisce per dimenticare finanche il codice di avviamento postale della propria città e quella dei Comuni limitrofi. Figuriamoci la memoria collettiva, per sua natura debolissima, notoriamente incapace di ricordare avvenimenti pubblici che superano le poche settimane.

Su questo possono contare i nostri “liberi e forti” amministratori, nella speranza di non far rivoltare nella sua sepoltura Don Luigi Sturzo, per l’utilizzo abusivo del suo appello costitutivo del popolarismo italiano. Per questo ci permettiamo andare in loro aiuto ricordandogli l’importanza del CAP.

C come “Comunità” – A come “Autonomia” – P come “Potere”

Un acronimo basilare, formato da tre parole, dense di forti significati, che un amministratore pubblico non dovrebbe mai dimenticare.

C come Comunità, significa percepire il senso del collettivo, sentire l’organismo “Città” che travalica l’esistenza dei singoli abitanti. L’organismo città, reso vivo e potenziato nella sua funzione, aiuterebbe a migliorare la vita dei singoli residenti, delle singole famiglie. Ma per curare la città bisogna, appunto, percepirla, sentirla e nutrirla. Se si amministra la città curando i singoli interessi, ecco che si perde il senso del termine “Comunità” e si diffonde una contagiosa e perversa affezione verso la coltivazione del proprio giardino, contro quello del vicino. Sono due modelli differenti: la città come madre, infrastruttura per lo sviluppo di ognuno e fonte di solidarietà, in antitesi al modello della città come giungla, composta da una miriade di singole caverne dove vengono coltivati gli istinti primordiali.

A come Autonomia, cioè la città governata da istituzioni locali su base democratica, in grado di pensare e agire, senza dipendere da interessi alieni, generati, orientati e amministrati altrove. Di autonomia si può parlare se la città dispone di un governo locale politicamente autorevole, in grado di influire sui livelli provinciali e regionali e non il contrario. La città che contribuisce a influenzare e orientare gli indirizzi degli Enti di livello superiore, contrapposta alla città “supina”, che subisce le scelte stabilite fuori dai suoi organi locali, per raggiungere obiettivi diversi o addirittura contrari all’interesse della comunità locale.

P come Potere, nel senso di capacità di incidere e agire sulla realtà che si governa, avendone la legittimazione dall’entità sovrana (cioè il popolo). Si dirà che questo requisito si ottiene con la vittoria elettorale. Giusto, ma non basta. La legittimazione popolare si deve manutenere e rinnovare continuamente durante il mandato. E’ un presupposto che andrebbe ricordato e faticosamente rigenerato, perchè è facile perderlo e, quindi, è facile trovarsi ad esercitare un potere apparente, che man mano perde di significato, se ci si abbandona prevalentemente nel curare interessi di lobby estranei al sovrano e che presto si sostituiranno ad esso.

Insomma confrontarsi con l’acronimo CAP può aiutare a capire quale sia il percorso in atto di un’Amministrazione comunale, diagnosticare il suo stato di salute e prevederne il suo destino.

Nel caso di Melfi ce la sentiamo di dire che la città ha mantenuto il suo CAP?

Le tante questioni irrisolte (Stellantis-Occupazione, Ospedale, Distretto Sanitario, manutenzione strade, pubblica illuminazione, Melfia, rischio idrologico centro storico, micro-imprese, edifici scolastici, servizi sociali, randagismo, associazionismo, cultura-intrattenimento, attività sportive, trasparenza appalti e incarichi) e sintomatici episodi di plateale arroganza e prepotenza (come lo sfregio estivo dell’unico ambulante – percepito come amico di chi comanda – dinanzi la porta della Casa del Vescovo nei pochi eventi estivi) ne segnalano la dimenticanza.

Proviamo a dargli una mano, aiutiamo la loro debole memoria, partendo dalla base: facciamogli sapere che il CAP è 85025. Rispetto al nulla che i cittadini percepiscono sarebbe già un primo traguardo.

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