RIFORMARE LA GOVERNANCE DELLE AREE INDUSTRIALI TRASFERENDO LE COMPETENZE AI COMUNI E’ L’UNICA CHANCE PER USCIRE DALLO STALLO E GARANTIRE I SERVIZI.
Dal mese di febbraio manca il legale rappresentante del Consorzio ASI di Potenza, di cui è stata disposta la messa in liquidazione con legge regionale.
Da almeno due settimane i dipendenti del Consorzio sono in “ferie forzate” e fra l’altro sono privi di retribuzione da due mesi. La conseguenza è che tutte le procedure affidate alla speciale agenzia di fatto non sono esercitate. Non è mio interesse entrare nelle dinamiche che hanno condotto ad una anomalia di tali dimensioni, anomalia inedita, mai verificatasi prima d’ora. Siamo in un vero e proprio vuoto istituzionale che andava evitato ad ogni costo.
Ciò che mi interessa e che dovrebbe interessare innanzitutto le istituzioni regionali, invece, sono le procedure bloccate da tre mesi: le richieste di nuovi insediamenti di imprese, le attività edilizie e urbanistiche dell’ufficio che non possono trovare soluzione alcuna.
In queste settimane abbiamo aperto un proficuo confronto sugli obiettivi dello sviluppo industriale regionale, sulle possibili misure capaci di trasformare in opportunità i pericoli del riassetto dell’apparato produttivo del comparto automobilistico. Nel mentre ci sforziamo di sintonizzarci su come rendere più competitivo il sistema istituzionale e i servizi all’industria, ci rendiamo conto che non riusciamo a garantire neanche le attività basilari, la gestione delle attività amministrative e dei servizi che dovrebbero essere l’ABC che l’apparato istituzionale dovrebbe garantire.
Anzichè incentivare i potenziali investitori in questo modo li facciamo scappare.
Non è mia intenzione quella di limitarmi a una valutazione critica, per questo ho scritto oggi una lettera al Presidente della Regione BARDI e all’assessore al ramo CUPPARO, per invitarli a valutare una proposta costruttiva ed operativa: “vista la condizione di stasi in cui si è venuta a trovare l’ASI di Potenza e le difficoltà amministrative che incontra la Regione Basilicata, difficoltà che al momento appaiono insuperabili, è il caso di valutare il trasferimento delle funzioni ai Comuni”.
Questo già accade in altre Regioni, i Comuni gestiscono le aree industriali sotto ogni punto di vista, ivi compreso quello dei servizi erogati (manutenzione strade, pubblica illuminazione, gestione del verde, attività edilizie, urbanistica etc..).
In Basilicata il mantenimento di questa doppia competenza non è un buon segnale e non corrisponde al concetto di “efficienza” che la pubblica amministrazione dovrebbe mutuare dal mondo dell’impresa.
Per questo invito la Regione Basilicata a completare i provvedimenti di riforma della governance delle aree industriali con il trasferimento ai Comuni di ogni competenza, ivi compreso il relativo personale dipendente. A mio giudizio, senza questo ulteriore tassello il cambiamento della struttura giuridica dell’agenzia resterà privo di significato.








