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MELFI: ALLARME SU CAVA DI MONTE-CRUGNAME, AMBIENTE E LEGALITA’

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Il documento delle linee programmatiche che il Sindaco ha letto nel Consiglio Comunale del 29 novembre 2021 non appare all’altezza del compito e delle aspettative.

Per legge questo importante documento di programmazione dovrebbe descrivere innanzitutto la visione di città, il punto di arrivo cui tendere, partendo dall’analisi del punto di partenza.

IL MIO INTERVENTO NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 29/11/2021 (questa volta breve, di soli 20 minuti)

Purtroppo nel documento non si percepisce ne l’uno (il punto di partenza) ne l’altro (il punto di arrivo) e i singoli progetti elencati a mò di elenco, come se fosse un “menu à la carte”, sembrano tanti singoli pixel, scollegati, che non riescono a comporre un disegno complessivo visibile al lettore.

Sono le linee programmatiche della “RICERCA DELL’IDENTITA’”, sintomo della consapevolezza di chi ha elaborato il documento di non essere ancora in grado di percepire identità e funzione della città, come lo stesso Sindaco Maglione ha confermato durante la lettura del documento.

Ci sono diversi progetti singoli condivisibili, ricavati dalle attività già avviate negli anni scorsi, ma non basta per bilanciare l’insufficienza e l’insipienza su alcune questioni fondamentali:

1. LE POLITICHE AMBIENTALI

2. LE POLITICHE FISCALI

Il testo del documento sul tema ambiente conferma quanto emerso nella campagna elettorale:

Il Sindaco e la Giunta si predispongono ad “accogliere” l’insediamento della nuova CAVA DI MONTECRUGNAME e auspicano la realizzazione di impianti per il trattamento di rifiuti (senza specificare la dimensione, la localizzazione e le modalità di gestione).

Non possiamo accettare un approccio debole e supino in materia ambientale e per questo ho chiesto di convocare un CONSIGLIO COMUNALE APERTO SULLA CAVA DI MONTE CRUGNAME, con la partecipazione del Presidente della Regione Bardi, allo scopo di rendere massimamente trasparente la volontà politica e lo stato delle procedure su questo tema.

La nuova Giunta conferma l’intenzione di modificare l’equilibrio sulla tassa rifiuti e sull’ addizionale IRPEF.

Il riferimento esplicito al collegamento tra la tassa e il peso dei rifiuti prodotti da ogni cittadino comporterebbe un cambiamento dell’attuale assetto di distribuzione della tassa: il peso maggiore oggi addebitato alla grande industria insediata nell’area industriale di S.Nicola si preparano a spostarlo in capo alle utenze domestiche dei cittadini melfitani. Spero di sbagliare, ma questa è la volontà che emerge dalla lettura del documento.

Sulla materia della LEGALITÀ’ le linee programmatiche sono debolissime.

Il fenomeno della criminalità è una realtà presente sul territorio e non può essere ignorato. Fingere che non esiste la criminalità e che l’Amministrazione Comunale non rischi di esserne contagiata sarebbe un gravissimo errore.

NON SI PUO’ NASCONDERE LA TESTA SOTTO LA SABBIA, facendo finta di nulla, o (ancora peggio) rassegnandosi e accettandone la presenza, al contrario, è necessario irrigidire procedure e meccanismi che rendano sempre più impermeabile l’Amministrazione Comunale ai clan presenti sul territorio, collaborando con le Istituzioni preposte.

In definitiva, il documento appare come una “narrazione supina” che vede la città abdicare al ruolo guida che la geografia e la storia le assegnano naturalmente, rispetto al territorio regionale e anche all’Ente Regione che non può prescindere da quella che è la porta della Basilicata sul fronte nord-est e della dorsale adriatica.

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