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MELFI; SAN BARTOLOMEO – IL CONVENTO – IL CARCERE VECCHIO E LA CONTINUITA’ DELL’AMMINISTRAZIONE PER IL BENE DELLA CITTA’

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Prima di S.Alessandro era San Bartolomeo il patrono della città di Melfi.

Proprio a San Bartolomeo era dedicato il Monastero costruito intorno al XVI secolo e affidato alle Monache dell’Ordine di Santa Chiara. L’edificio fu utilizzato dalle Clarisse fino a quando il Consiglio Comunale di Melfi, nella seduta del 27/10/1863, ordinò la chiusura del Monastero e l’assegnazione dell’immobile alle autorità militari della Basilicata, con l’obiettivo di combattere il fenomeno del brigantaggio.

Da Monastero delle Clarisse, a edificio militare, divenne poi la casa circondariale fino alla fine degli anni ‘80 del secolo scorso.

Esaurita la sua funzione negli anni ‘90, l’immobile è rimasto inutilizzato fino ad oggi ed è sempre stato oggetto di attenzione/discussione da parte delle amministrazioni comunali che si sono succedute.

Nel primo decennio del 2000 l’Agenzia del Demanio venne contattata dal Comune di Melfi per l’eventuale utilizzo della struttura; ma il Comune, all’epoca e secondo quanto riferito dai tecnici dell’Agenzia del Demanio, voleva dare una destinazione commerciale all’ex Carcere, destinazione che non rientrava e non rientra tutt’oggi tra le motivazioni che potevano far scattare il trasferimento del bene dallo Stato al Comune.

Per essere chiari fino in fondo: DAL 1997 AL 2011 SULL’EX CARCERE IL COMUNE NON AVVIÓ ALCUN PROCESSO/PROGETTO E RESTÓ DEL TUTTO INERTE.

Con le elezioni del 2011, a partire dal programma elettorale e poi nelle linee strategiche di mandato approvate dal Consiglio Comunale il 2/8/2011, il recupero e la valorizzazione dell’ex carcere trovava posto esplicitamente nella strategia di mandato, nel progetto indicato al punto 3/h. C’era dall’inizio del mandato 2011 l’intenzione ben precisa, espressa chiaramente in campagna elettorale, di voler affrontare la questione per evitare il progressivo degrado della struttura e, di conseguenza, dell’intero quartiere.

Nel 2011 il l’Amministrazione incontra subito i tecnici dell’Agenzia del Demanio per valutare le possibilità e le modalità del trasferimento. La programmazione triennale accoglie dal 2012 l’intenzione di acquisire il bene per la sua valorizzazione.

Arriva poi la felice idea del Workshop di architettura del 2014, coordinato dal Prof. Vadini dell’Università di Basilicata – DICEM di Matera – produce una proposta progettuale che l’Amministrazione Comunale decide di adottare e di fare propria.

L’interlocuzione con l’Agenzia del Demanio porta al trasferimento di proprietà nel novembre 2016, a titolo gratuito, sulla base del progetto di valorizzazione culturale rispondente alla normativa statale.

Il periodo 2011-2109 è il decennio del “famigerato” PATTO DI STABILITA’, durante il quale non era possibile realizzare opere pubbliche, per cui l’amministrazione aveva necessità di acquisire i fondi sui finanziamenti statali/europei (come accaduto per Porta Calcinaia) e nel frattempo (anno 2020, nonostante il COVID e l’ispezione del Ministero dell’Interno) il progetto veniva candidato sul binario della rigenerazione urbana (legge n.160/2019), con l’acquisizione del finanziamento per la progettazione esecutiva; grazie all’assegnazione dell’incarico per la progettazione esecutiva nel mese di maggio 2021 la precedente Amministrazione è riuscita a candidare il progetto per ottenere un finanziamento di 3,5 milioni di euro per la ristrutturazione; finanziamento che puntualmente arriva nell’anno 2021.

Va dato atto alla nuova Amministrazione (che ha trovato la strada totalmente spianata, con l’intero percorso già battuto) di aver saputo resistere alla tentazione di bloccare questo lungo e faticoso processo amministrativo finalizzato a far crescere il patrimonio culturale della città. La continuità dell’azione amministrativa e la valorizzazione di tutto ciò che è stato fatto dalle precedenti amministrazioni è un approccio positivo per il perseguimento del bene comune. Mai fermarsi o bloccare processi virtuosi come questo (al solo scopo di combattere gli avversari politici), produttivi di risultati per la comunità frutto di un lungo lavoro durato anni, costruito con le energie collegiali di numerose persone che hanno creduto nella possibilità di trovare una soluzione positiva, a partire dai funzionari del Comune di Melfi, dell’Università di Basilicata e degli organi politici che hanno sostenuto il progetto.

Per questo esprimo la massima soddisfazione per aver visto la città di Melfi attenzionata dal Ministero della Cultura e dalla televisione nazionale, con il TG1, per la qualità del progetto e della strategia di valorizzazione di un bene culturale che potrà arricchire il nostro patrimonio e contribuire a scrivere nuovi capitoli nel futuro.

MELFI AVANTI!

Immagini tratte dal progetto di valorizzazione

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1 COMMENT

  1. Verissimo…bosogna farlo capire ai cottadini…..il progetto rappresenta la volontà di una amministrazione che ha pensato bene al futuro della nostra città…andando a riparare un tessuto cittadino degradato del cento …in una possibilità di sviluppo e rivitalizzazione dello stesso.

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