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MELFI: TOC, TOC, C’E’ QUALCUNO NEL PALAZZO? TEMO DI NO, A GIUDICARE DALLO SCEMPIO DI RAMPA MANCINI.

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Dobbiamo dargli tempo, è vero ed è giusto.

Ma è altrettanto giusto e doveroso sperare ed aspettarsi che “dentro il Palazzo” ci sia qualcuno che lavori, che programmi, che prepari azioni e progetti per il futuro, oltre ad essere impegnato per diffondere slogan sui social, affaticato per partecipare a eventi, manifestazioni, incontri istituzionali, cene di auguri e convegni.

Allo stesso modo è doveroso pretendere dall’opposizione che si discuta su proposte alternative, che si incalzi la maggioranza e che si evidenzino errori, disfunzioni e “cattive intenzioni” laddove ce ne fossero, come purtroppo già accaduto nelle prime settimane con il surreale programma natalizio fuori misura (abbiamo notato l’assenza dei 50 mila visitatori), gli ausiliari del traffico (selezionati e trattati come un affare privato), la vicenda della Cava di Monte Crugname (che la Regione in tutta fretta si sta preparando ad autorizzare senza attendere il parere della Soprintendenza) e la voragine sul marciapiede di “rampa Mancini” all’imbocco di Via Carmine.

Se il buongiorno si vede dal mattino l’approccio dello struzzo, che pensa di potersi nascondere infilando la sua testa sotto la sabbia, su Rampa Mancini ci deve preoccupare e non poco.

La testa sotto la sabbia come gli struzzi

Ha pienamente ragione Franco Cacciatore, quando con estremo garbo e moderazione critica l’inesistenza di un piano di recupero del tratto murario riemerso a seguito del crollo. Se confermato, sarebbe un errore culturale grave, sintomo di superficialità nel metodo e incapacità di visione strategica.

Partiamo dal prendere atto di un dato oggettivo: l’indagine archeologica commissionata dal Comune di Melfi ha confermato che le pietre emerse sotto la strada sono effettivamente le antiche mura della Città. Questo è l’esito dell’indagine archeologica che non si può nascondere.

Melfi ha un bisogno estremo di scommettere e investire sulla sua storia e i suoi gioielli materiali e immateriali. Le mura storiche sono un elemento preziosissimo che va curato giorno dopo giorno, insieme all’intera infrastruttura stradale del centro antico.

Il crollo di quel tratto viario era stato previsto due anni fa e per questo si decise di continuare l’opera di ricostruzione completa della strada principale del centro urbano, RUA GRANDE, dopo il primo tratto realizzato nel 2018, ripartendo proprio da Rampa Mancini. Due anni fa sono stati assegnati 500 mila euro per quell’opera e c’è un progetto che, dopo il crollo, va necessariamente aggiornato; è proprio questa la ragione che ci ha indotto a fermare l’appalto dei lavori che avrebbe ricostruito l’intero asse viario.

Lay-out di progetto 2019 Comune di Melfi approvato dalla Giunta (2017-2018)

Serve un aggiornamento del progetto che metta completamente in discussione l’architettura infrastrutturale di quel pezzo di città; un approccio eretico con uno sguardo al futuro, considerando anche possibili cambiamenti radicali (compreso il ridisegno della strada, il cambiamento delle quote, la modifica della circolazione degli autoveicoli, la riemersione almeno di un tratto parziale delle mura antiche, etc…).

Immagino la banale replica di chi nasconde la testa sotto la sabbia, dopo aver proferito la frase:

“ abbiamo rispettato le prescrizioni della Soprintendenza”….

Ci mancherebbe altro, è una ovvietà, ma, attenzione: la Soprintendenza non ha ordinato di richiudere la strada, ha solo precisato cosa fare “nel caso in cui l’Amministrazione Comunale avesse deciso di limitarsi a richiudere la strada”.

Anzichè chiudere in tutta fretta la voragine e ricoprire le mura antiche, un diverso approccio lungimirante avrebbe dovuto indurre i nostri amministratori ad estendere lo studio archeologico ed ottenere uno studio diagnostico complessivo, al fine fine di aggiornare il progetto approvato dalla Giunta nel 2017 per proseguire il lavori di ricostruzione delle strade principali del centro storico (Via Carmine-Via Nitti-Via V.Emanuele-Via S.Lucia-V.S.Andrea-Via Normanni-Via S.Croce)

Certo è un lavoro difficile, complesso, costoso e fonte di molti disagi ai commercianti e ai residenti, ma il risultato finale è di grande valore, come l’esperienza fatta ha dimostrato per la Piazzetta di San Lorenzo, Via Vittorio Emanuele e per Porta Calcinaia.

La ricostruzione del sottofondo
Via Vittorio Emanuele: la ricostruzione del sottofondo in calcestruzzo armato
La ricostruzione della pavimentazione in Via Vittorio Emanuele
Porta Calcinaia ricostruita (2015 – 2021)

Dopo la fine del lungo periodo del patto di stabilità che ha impedito la realizzazione di significative opere pubbliche (va ricordato che da maggio 2010, con il D.L. N.78/2010, fino al 31/12/2018, lo Stato ha bloccato gli Enti Locali), oggi c’è la possibilità concreta di fare grandi investimenti e il Comune di Melfi ha le risorse finanziarie per fare la ricostruzione della preziosa infrastruttura urbana del centro storico.

Ci sono diversi progetti nei cassetti dell’Amministrazione Comunale (come il caso dell’ex Carcere ha dimostrato) e ci sono i fondi liberati dalla morsa del patto di stabilità, potenziati dalla nuova fase degli investimenti alimentati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

C’è oggi a disposizione degli amministratori tutto ciò che il Comune non poteva utilizzare nei precedenti 10 anni.

Per fare sul serio il bene della città è necessario che ci sia qualcuno nel Palazzo disposto a lavorare, a condividere con la città stessa e a confrontarsi con i rappresentanti dei cittadini (le associazioni, il Consiglio Comunale, le forze politiche di maggioranza e di opposizione), insomma si richiede che ci sia più di qualcuno disposto a sacrificarsi per la comunità e non semplicemente a progettare percorsi di potere (le prossime elezioni politiche, le prossime elezioni regionali, le provinciali etc…).

Ma c’è qualcuno nel Palazzo?

Non mi riferisco ai singoli, che sicuramente a modo loro, per ragioni variegate utilizzano le stanze a loro disposizione, ma all’esistenza degli organi politici nella loro funzione che da tempo non danno significativi segnali di esistenza.

Il dubbio è legittimo perchè registriamo segnali poco incoraggianti: da 3 mesi non si convoca il Consiglio Comunale, non si convoca una (dico e ripeto UNA) riunione di Commissione istruttoria, dell’Ufficio di Presidenza, non si discute di nulla, non viene sottoposto al Consiglio un accenno di programmazione, un indizio di strategia, una parvenza di progetto, nel mentre il resto del mondo si muove…….. ad eccezione della Regione Basilicata che, come si sa, è ormai irrimediabilmente affogata nelle sabbie mobili dello scontro di potere.

Oggi più che mai è necessario partire dalla progettualità, dal dibattito e dal confronto con l’intera comunità, tutto ciò che è stato promesso in campagna elettorale e che purtroppo sembra smarrito da un inizio che appare già stanco e demoralizzante.

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