L’area del centro sinistra in Basilicata è sotto stress.
Le tensioni sono numerose e come sempre accade dentro una procedura elettorale come le elezioni politiche generali, il livello del confronto delle idee e delle leadership sale di intensità, fino a determinare travasi, traumi e rotture. Accade in ogni casa, dentro Forza Italia, nella Lega Nord, Fratelli d’Italia, come accade anche nell’universo della sinistra, a partire dal “CENTRO”, dove i caratteri del moderatismo favoriscono “i trasferimenti”, fenomeno vissuto come assoluta normalità.
La saggezza popolare ci ricorda che “solo gli stupidi non cambiano mai idea”; è vero e infatti abbiamo visto molti “cambiamenti culturali” (chiamiamoli così) tra le elezioni del 2018 fino ad oggi, con protagonisti i leader del populismo e del nazionalismo italiano (Di Maio, Salvini e Meloni), tali e tanti che sono oramai diventati la normalità nel dibattito pubblico.
Winston Churchill fotografava così quella che era un prassi del fenomeno politico: “ci sono uomini che cambiano idea per amore del loro partito, altri che cambiano partito per amore delle proprie idee”. Churchill non aveva ancora osservato da vicino il fenomeno italiano per poter arrivare a pensare che “ci sono uomini che cambiano sia idea che partito per amor proprio e della propria libertà”.
Nell’organizzazione del fenomeno politico, un eccesso di “amore” e/o di “libertà (egoismo) individuale”, si sa, è spesso foriero di frammentazione e di fratture dei quadri dirigenti che allontana la politica da quella “entità” che sta li ferma e che mantiene la stessa posizione e che attende che qualcuno si accorga della sua esistenza. Quell’entità è un soggetto collettivo, paziente (ma non per sempre) e si chiama POPOLO, che spera di essere il soggetto principale, il sovrano di un gioco di cui si dovrebbero occupare i giocatori che decidono di scendere in campo, i candidati calati dalle forze politiche, i partiti o ciò che resta dei partiti.
Chi afferma che “non c’è più alcuna differenza tra destra e sinistra” mente sapendo di mentire e meriterebbe solo per questo la bocciatura democratica dell’elettorato. E’ innanzitutto l’area del cosiddetto “centro-sinistra” a dover pensare ed agire con un progetto politico, anteponendo i due elementi fondamentali del fenomeno politico: 1) il POPOLO nella sua dimensione di COMUNITA’ con i suoi bisogni; 2) l’approccio e la sensibilità delle culture politiche democratiche, liberali e riformiste.
Dentro queste elezioni politiche, le coincidenti elezioni del Presidente della Provincia di Potenza, che purtroppo coinvolgono solo gli amministratori comunali e non gli elettori, in questi giorni sta facendo crescere il rischio di dare una prova mediocre di tutti i protagonisti.
Non mi riferisco alla destra che per sua natura ragiona con cinismo esasperato, agisce e decide in pochi minuti solo ed esclusivamente sulla base della SPARTONZA del POTERE. E’ quello che abbiamo visto fare a LEGA NORD, FORZA ITALIA E FRATELLI D’ITALIA in queste settimane. Ciò che mi preoccupa, invece, è la difficoltà evidente che potrebbe lacerare ulteriormente il centro-sinistra lucano, proprio a causa delle elezioni provinciali.
Dal Movimento Cinque Stelle, fino a Italia Viva e Azione, passando per tutte le forze politiche dell’area democratica, socialista, ecologista e progressista del centro sinistra, ci si aspetta molto di più. Ci si aspetta la capacità di fare sintesi, di presentarsi alle elezioni con un’unica proposta, in grado di esprimere la capacità di farsi carico dei bisogni collettivi, anteponendo cultura politica e visione basata sui bisogni collettivi.
Non è quello che sta accadendo, almeno fino ad oggi.
Per questo a nome dei socialisti lucani rivolgo un nuovo appello a tutte le forze politiche e ai gruppi dirigenti del centro sinistra, un appello rivolto anche ai cinque stelle di Basilicata e a Italia Viva, finalizzato a tentare ancora, a trovare le ragioni per anteporre il bene della comunità alle pur legittime ambizioni personali.
Possiamo ancora provarci, guardando oltre le elezioni politiche, in vista delle successive elezioni regionali, un appuntamento fondamentale per restituire speranza e futuro a una terra trattata dalla DESTRA con cinismo e indifferenza nei trascorsi 3 anni e mezzo.
Possiamo e dobbiamo provarci nelle prossime ore, prima che sul Presidente della Provincia si consumi una ulteriore frattura che estenderà le crepe già registrate.
Costruire e non demolire, questo è il compito della politica.








