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PER MELFI E’ UN BRUTTO AMBIENTE LA REGIONE, CON LA CAVA DI MONTE CRUGNAME E L’INCENERITORE

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Oggi, alle ore 11.00, presso il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata si terrà una riunione del tavolo tecnico per “…l’acquisizione di contributi istruttori da parte degli Enti e Uffici…. Con riferimento al Progetto di cava di quarzareniti in località Monte Crugname di Melfi”.

Che la Regione avrebbe deciso di rinviare la decisione a dopo le elezioni politiche lo si era capito e lo avevamo detto il 14 agosto scorso; la tappa di domani consentirà all’assessore Latronico di affrontare lo stress per decidere su questa difficile procedura dopo la prova elettorale del 25 settembre.

Annullare o non annullare la delibera di autorizzazione della Cava ?

Gli elementi utili alla decisione ci sono già e in realtà, va ricordato e sottolineato, c’erano già da anni; di cos’altro dovrebbe occuparsi “il tavolo tecnico” ?

Quel territorio è incompatibile con l’insediamento di una nuova Cava di minerali!

Non è un “bell’ambiente” per Melfi il Dipartimento Regionale al ramo, visto come vengono trattate le procedure che riguardano la città di Melfi che, manco a farlo a posta, martedì 27 settembre si occuperà dell’inceneritore e, in particolare, del rinnovo dell’autorizzazione al funzionamento “scaduta da due anni“.

Sull’inceneritore, è bene ricordarlo, pende una procedura di bonifica arenata da marzo 2020. CI SONO TUTTI I PARERI eppure il Dipartimento Regionale all’Ambiente non prende alcuna decisione da qualche anno.

Due pesi e due misure per cui qualcuno dovrà rispondere:

1) sulla Cava il Dipartimento Ambiente si affrettò in pieno loockdown a far camminare la procedura per il rilascio del VIA (inizio maggio 2020), nonostante non ci fosse nessuna urgenza, visto che il possesso dell’area della cava è nelle mani di allevatori che conducono il terreno con regolare contratto che scadrà solo ad agosto 2023;

2) per la bonifica di un sito inquinato (l’inceneritore) con sostanze dannose per la salute umana, invece, la Regione ha sospeso il procedimento e lo ha rinviato senza prendere alcuna decisione fino ad oggi.

Il Comune di Melfi a Marzo 2020, con una delibera della Giunta Municipale, ha formalmente chiesto di sospendere il funzionamento dell’impianto e di applicare la legge che prevede l’esecuzione della bonifica da parte della Pubblica Amministrazione, in sostituzione e in danno dell’Azienda.

Da due anni il Dipartimento Regionale non decide sulla bonifica del terreno e della falda acquifera, nonostante la presenza di pericolosi inquinanti e nonostante siano stati prodotti tutti i pareri degli enti preposti, compreso il parere di ISPRA in soccorso dei rilievi carenti di ARPAB.

Sulla bonifica non si decide e nel frattempo l’autorizzazione al funzionamento dell’impianto è scaduta. La legge prevede la validità in proroga dell’autorizzazione a tempo indeterminato (sono già passati 2 anni).

Quando si deciderà di rientrare dentro binari più lineari?

Da marzo 2020 abbiamo denunciato questa singolare anomalia, segnalandola ripetutamente senza riuscire ad ottenere una reazione da parte della Regione che continua a consentire di tenere in vita un impianto con l’autorizzazione scaduta e con una procedura di bonifica sospesa.

Uno stallo incomprensibile e ingiustificato che dovrebbe essere superato in un solo modo: la sospensione del funzionamento dell’inceneritore, con l’esecuzione della bonifica in danno da parte della Regione e del Comune di Melfi.

Cosa ne pensano il Governatore Bardi e l’Assessore Latronico ?

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