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LE MALTRATTATE VISCERE DELLA CITTA’ SBOTTANO E CI RICORDANO QUALI SONO LE VERE PRIORITA’ PER MELFI

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Lo avevo segnalato in numerose circostanze, l’avevo raccomandato in campagna elettorale al candidato Sindaco del CSX e, ovviamente, agli elettori; ho fatto tutti gli sforzi possibili di divulgazione pubblica anche su questo blog, con un lungo articolo (per vederlo clicca qui —-> https://liviovalvano.blog/2021/08/24/rua-grande-via-vittorio-emanuele-figlia-del-millenario-della-fondazione-di-melfi-scintilla-di-numerosi-progetti-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-07/). Avevo anche fatto preparare e diffondere un’immagine simbolica, per sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica l’importanza del fattore “ACQUA” per la città di Melfi.

Sono l’acqua e il fiume Melfia che dal Centro Storico fino alla Bicocca incidono e influiscono sul tessuto urbano, la sua forma e sulla vita della Comunità; sono l’elemento che dovrebbe guidare l’agenda della civica Amministrazione e che potrebbe cambiare davvero il volto della nostra città.

L’elemento acqua è stato sottovalutato, la Melfia è stata violentata negli scorsi decenni e la città soffre perchè “le sue viscere” sono state maltrattate dalle scorpacciate dell’edilizia sfrenata ed esagerata.

Avevo detto di non chiudere la voragine su Via Carmine senza dare attuazione ai lavori che avevamo programmato, progettato e finanziato nel 2019 e poi riprogettato nel 2020. Chiudere quella voragine alla sommità di rampa Mancini è stato un grave errore perchè è stata creata una strozzatura nella vecchia e malandata rete di smaltimento delle acque bianche e delle acque nere.

E’ proprio questo il lavoro che avevamo iniziato a fare dopo che lo Stato nell’anno 2018 eliminò (grazie alla Corte Costituzionale) i vincoli del Patto di Stabilità. Avevamo progettato il rifacimento della principale arteria del centro storico (RUA GRANDE), dal Palazzo di Giustizia fino a Piazza Abele Mancini. Abbiamo realizzato il primo tratto su Via Vittorio Emanuele, riprogettato il tratto a valle su via Carmine-Rampa Mancini insieme alle opere idrauliche necessarie a smaltire l’acqua piovana per condurla nella Villa Comunale dove è progettata la realizzazione di una vasca sotterranea per la raccolta e il riutilizzo dell’acqua piovana per l’irrigazione dei prati e la depurazione del residuo.

E’ noto che la causa della voragine è stata la rottura degli antichi cunicoli di smaltimento delle acque. E’ chiaro che se si interviene mettendo una toppa e si inserisce un tubo in quel tratto senza aver separato i flussi delle acque piovane e dei reflui fognari, si crea colpevolmente una strozzatura e si peggiora la situazione.

Per questo negli ultimi mesi del mandato (2021) non intendevamo chiudere quella voragine ma dar seguito alla gara di appalto per l’affidamento dei lavori di rifacimento dell’intero asse stradale con i suoi sotto-servizi, in attuazione del progetto preliminare complessivo approvato nell’anno 2017. Bisognava seguire quella strada!

Progetto di rifacimento dell’intera RUA GRANDE (2017)

Ma arriva la nuova Amministrazione strombazzando lo slogan “VOLTARE PAGINA” e si decide di chiudere la voragine senza capire, senza approfondire, con il piglio e la violenza della “damnatio memoriae”, cioè la cancellazione di ogni traccia di chi ha lavorato prima di loro (peso psicologico che li ha colpevolmente indotti a bloccare molti altri progetti in corso, creando danni alla nostra comunità). Ed ecco, così, che il “1° aprile” hanno orgogliosamente reso nota la fine dei lavori su Via Carmine, tramite la pagina FB del Comune

Chiudere una voragine senza affrontare il problema che l’ha scatenata è stato un errore.

La criticità idrologica è notevolmente peggiorata e da aprile 2022 in poi, quando cadono intense precipitazioni si trasformano in un disastro per la strada pubblica e per le proprietà private circostanti che vengono allagate.

Un disastro annunciato, appesantito da un intervento di riparazione non eseguito bene, tanto che sono già presenti sul marciapiede gravi indizi di un nuovo cedimento.

Ma dagli errori si può imparare e possono trasformarsi in capitale di conoscenza se si ha la capacità di identificarli e l’umiltà di accettarli.

Per questo auspico che anzichè nascondere la testa sotto la sabbia, come si è fatto coprendo la voragine su Via Carmine, da oggi si inizi a fare sul serio e visto che dopo anni di blocco dovuto al patto di stabilità che ha frenato le opere pubbliche, adesso è possibile spendere i fondi a disposizione e considerato che c’è la progettazione, si consideri come priorità delle priorità la cura delle viscere della città, a partire dal centro storico, fino alla Bicocca.

La strada è stata già tracciata, bisogna mettere da parte risentimenti e l’ascia della “damnatio memoriae”, rendersi conto che la campagna elettorale è alle spalle e che la luna di miele con gli elettori dopo 12 mesi è finita e ripiegarsi sui problemi seri, lavorando in un clima di collaborazione. Io sono disponibile!

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