Home Basilicata in Avanti! Melfi e il Servizio sanitario regionale: urge l’intervento del 118.

Melfi e il Servizio sanitario regionale: urge l’intervento del 118.

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Il servizio sanitario lucano è in crisi, inutile tergiversare su questo.

Se fosse un essere umano chiederemmo l’intervento del 118; ma servirebbe un 118 rafforzato, con più di una ambulanza “medicalizzata” (che nella realtà lucana spesso manca), in grado di stabilizzare il paziente.

Non c’è famiglia che non abbia incontrato difficoltà o subito disagi di varia natura, a partire da quello più eclatante, cioè la necessità di pagare le prestazioni per evitare di attendere i tempi troppo lunghi delle liste di attesa della sanità pubblica.

E’ una sanità che diventa sempre più inaccessibile per la generalità dei cittadini ma disponibile per coloro che possono pagare.

E così, nei fatti, cade il principio cardine del servizio sanitario “universale” introdotto dalla riforma della legge n.833 del 1978, a causa di un sistema che dall’esterno appare privo di un governo utile per i cittadini-utenti.

Va chiarito che la crisi della sanità lucana sarebbe molto ma molto più afflittiva se non venisse attutita dalla generosità e dalla professionalità di molti operatori, medici e paramedici, che la vivono davvero come una missione.

E’ proprio della crisi evidente del sistema sanitario che si occuperà il Consiglio Comunale convocato a Melfi in seduta aperta per il giorno 19 settembre 2023.

VINCE’ ….. Finalmente!

Dopo un anno e oltre, dalla richiesta fatta dai consiglieri comunali del centro-sinistra a Melfi, il Presidente del Consiglio Comunale Vincenzo Destino è riuscito ad avere il nullaosta del Sindaco che, a sua volta, ci ha messo più di un anno e mezzo per avere il lascia passare del Presidente Bardi.

Dispiace vedere che l’amministrazione della città si sviluppi nella forma del “sub-commissariamento”.

Di esempi, purtroppo, ce ne sono tanti e li tratteremo a tempo debito.

Tornando ai servizi sanitari, è verosimile ascoltare nuovamente Maglione, autorizzato da Bardi, per parlarci dei lavori dell’Ospedale, dell’apertura del nuovo plesso e dell’arrivo della nuova risonanza magnetica, insieme all’avvio dei lavori di ristrutturazione di altri reparti.

Ci parlerà di estetica, cioè, di come egli sia stato bravo nel “tagliare il nastro” sull’avanzamento strutturale, di investimenti che sono stati pensati, progettati, finanziati e cantierizzati molti anni fa, grazie al lavoro fatto da altri.

Ma tutto questo non servirebbe a nulla!

Speriamo di sbagliare, almeno così ci risparmiamo una sterile retorica.

Avremo, invece, l’occasione di un confronto interistituzionale con il Governo Regionale, gli amministratori del territorio (li hanno invitati?), gli operatori, le associazioni, i cittadini interessati e le forze politiche, per fare il punto sull’organizzazione dei servizi (ospedalieri e territoriali) sul territorio dell’area nord.

In passato il dibattito è stato molto focalizzato sulla legge regionale di riordino della rete ospedaliera, voluta ed approvata dal precedente governo regionale del centro-sinistra, con la quale si volle salvare la rete dei presidi territoriali la cui esistenza veniva minacciata dall’entrata in vigore di un’arida quanto dannosa legge nazionale, la n.208/2015 (legge finanziaria 2016). Con quella legge lo Stato centrale disponeva l’obbligo immediato di tagliare servizi e strutture che presentavano un deficit finanziario superiore al 7%. Il Presidio di Melfi superava il 25% e correva il rischio di subire tagli di reparti per rientrare dentro questi nuovi parametri finanziari. La Legge Regionale di riordino della rete ospedaliera Lucana superò a più pari il problema mettendo tutti gli Ospedali periferici (Lagonegro, Melfi, Villa d’Agri e Pescopagano) nel calderone dell’Azienda Ospedaliera San Carlo.

L’idea guida era: o si salva tutto il sistema o non si salva nessuno.

La legge fu contestatissima dalle opposizioni e soprattutto dal centro-destra regionale, ma anche dalla destra melfitana all’epoca all’opposizione.

Dopo quattro anni e mezzo di governo del centro destra, forse oggi capiremo come mai quella legge regionale non sia stata subito abrogata: perchè il Governo Bardi non ha voluto ripristinare l’autonomia degli Ospedali e quindi dell’Ospedale di Melfi, così mantenendo l’impostazione dei servizi disegnata dal centro-sinistra.

Era una legge sbagliata quando la destra svolgeva il ruolo di opposizione ed è una legge giusta adesso che la destra regge il Governo?

Lo capiremo durante il Consiglio, soprattutto per valutare se nelle elezioni qualcuno ha raccontato frottole agli elettori come, purtroppo, sempre più spesso accade.

Ma il Consiglio Comunale dovrà essere, soprattutto, l’occasione per comprendere e, se possibile, per condividere impostazione e progetti, non solo sull’Ospedale, ma anche sui servizi territoriali – oggi indeboliti – che, come ben sappiamo, svolgono un ruolo importantissimo per garantire i più elevati standard delle cure mediche sul territorio.

Speriamo bene!

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