Home Mondo Politica Pensioni e sanità: la destra fa la destra!

Pensioni e sanità: la destra fa la destra!

1241
0

Ho partecipato personalmente alla presentazione del 6° rapporto della Fondazione Gimbe, a Roma il 10 ottobre 2023; l’analisi sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale. Una fotografia devastante, riassumibile in poche parole: un malato grave, non distante dal coma.
E’ normale far scattare la gara delle responsabilità, ma sarebbe una competizione inutile, senza vincitori.

Dall’inizio dell’era della spending review, innescata dall’ultimo Governo Berlusconi, alle forze che si sono alternate al Governo negli ultimi 13 anni, nessuna esclusa, ad eccezione della correzione positiva del 2020 e del 2021, volute dal Ministro Speranza, il servizio sanitario nazionale è stato a dir poco trascurato e indebolito.
Un dato è certo: la riduzione della spesa per il servizio sanitario nazionale è un dato di fatto.

Un altro dato di fatto è l’avanzata della sanità per i ricchi favorita dagli sgravi fiscali della destra berlusconiana, cioè quella finanziata con le assicurazioni private o direttamente dai cittadini.
Out of pocket, direbbero i tecnici per addolcire la pillola; il portafoglio dei cittadini, per intenderci, per chi non vuole attendere i tempi sempre più lunghi delle liste di attesa grazie alla migliore condizione economica. Sulla salute le famiglie non ci pensano due volte e anche se non possono permetterselo arrivano immediatamente ad indebitarsi. Così potremo dire addio al sistema universalistico.

Di fronte al quadro di un sistema progressivamente indebolito la destra cosa fa?
Ignora il vero fabbisogno e si appresta a rettificare il fondo sanitario nazionale di soli 3 miliardi, cioè di quasi niente o poco più di quanto serve per pagare l’aumento degli stipendi dei dipendenti del servizio sanitario pubblico. Una goccia introdotta in un lago che sta per seccare e che evapora ad una velocità maggiore.
E il resto?
Nulla, se non le parole prive di contenuto della Presidente del Consiglio che, con grande efficacia (questo glielo riconosciamo), confeziona messaggi mediatici che però non cambiano la sostanza.
Al netto dell’inflazione avremo una riduzione del finanziamento del servizio sanitario programmato per il 2024/2026. Non solo.

Oggi scopriamo anche che sta per cadere un altro mito della propaganda elettorale della destra: le pensioni.
La bozza della manovra contiene una riduzione delle pensioni del 4% per chi chiederà di anticipare l’uscita con quota 104. Non c’è più la promessa sbandierata da Salvini nei comizi sui palchi di tutta Italia, con quota 100 oramai archiviata, ma una penalizzazione del 4% per chi esce con quota 104.

Ecco che la destra inizia a mostrare il suo volto. Riduce le tasse, come promesso e, di conseguenza, fa quadrare il bilancio con la riduzione dei servizi e del welfare.
Quel welfare state, conquistato con un secolo di lotte grazie all’azione politica e di Governo della rappresentanza socialdemocratica in Parlamento, oggi inizia ad essere demolito sull’altare della riduzione delle tasse.
Ma le tasse le paga chi ha redditi, soprattutto redditi più elevati.

E’ l’inizio dello smantellamento dello Stato Sociale.

Per noi che scriviamo dalle pagine dell’Avanti!, purtroppo, non è una sorpresa, perchè, si sa, la destra fa la destra.

Previous articleMelfi e il Servizio sanitario regionale: urge l’intervento del 118.
Next articleOspedale di Melfi: il trasferimento del centro di cottura si poteva evitare.

Rispondi