Disillusione, scoramento e delusione sono i sentimenti che circolano negli ultimi mesi. E come spesso capita, gli argomenti sono numerosi.
La città e il territorio non vivono un momento felice e le tante promesse lasciate sul campo nell’ultimo quinquennio, di fronte all’impoverimento della realtà, generano sentimenti negativi.
La dimensione collettiva della comunità è sempre più marginale, meno significativa, vissuta quasi come un peso di cui liberarsi. E’ una involuzione coerente con il fenomeno sociale più ampio che vede il trasferimento degli abitanti dalla funzione di “cittadini” a quella di “consumatori”.
Sono sempre più numerosi i consumatori a discapito dei cittadini.
E’ proprio questa migrazione culturale, forse la più devastante e più dannosa anche rispetto allo spopolamento, a produrre un impoverimento della vitalità della comunità, della sua essenza, direi della sua esistenza.
Ecco che la funzione di governo della “cosa pubblica” si sovrappone alla gestione degli affari privati.
A tutti i livelli (nazionale, regionale, comunale) il familismo, il comparizio, le amicizie di affari, e i singoli interessi prendono il sopravvento insieme all’avanzata dei consumatori e il conseguente indebolimento della civitas.
Inutile prendersela con le istituzioni pubbliche.
Siamo noi che le indeboliamo perché non le abitiamo: non possiamo aspettarci da altri ciò che non ci interessa più.
Perché prendersela con il Sindaco Maglione, visto che incarna perfettamente questa fase?
Se davvero vogliamo aprire una nuova prospettiva sul territorio del Vulture, rimbocchiamoci le maniche e costruiamola. Partiamo da Melfi e rilanciamone il suo carattere distintivo, il suo valore nella storia, per farne una missione culturale che guarda al futuro.
Il 1° settembre 1231 a Melfi fu promulgato il “Liber Augustalis”: le COSTITUZIONI di Melfi, volute dal Re Normanno-Svevo, Federico II di Svevia.
Tra soli 6 anni, il 1° settembre 2031 ricorreranno 800 anni da quell’evento.
Fu un evento grandioso, di grande trasformazione culturale e politica: il passaggio dalla società Europea antica a una più moderna.
Le Costituzioni di Melfi furono il punto di riferimento, in Europa, del fenomeno giuridico per circa 500 anni, sicuramente fino alla rivoluzione Francese del 1789.
Un evento di grande importanza che il Governo nazionale non potrà ignorare.
Un carattere distintivo unico al mondo che ha MELFI nella sua identità.
Per questo il Monumento alle Costituzioni di Melfi, ideato dal più importante artista italiano vivente (Mimmo Paladino, pronto da più di 3 anni e che deve essere assolutamente portato a termine).
Per questo serve oggi un sussulto di orgoglio e l’impegno per far ritornare maggioranza i cittadini rispetto ai consumatori.
Un movimento culturale, prima che politico, che risvegli le coscienze e l’interesse verso l’insieme, elevandoci dalla solitaria coltivazione dei singoli interessi.
Le Associazioni culturali e sportive non mancano: costituiscono il patrimonio intangibile più importante.
Rafforziamolo e lavoriamo per costruire una prospettiva, coinvolgendo i cittadini.
L’opera di Mimmo Paladino per Melfi:










