VUOLE RIDURRE LE TASSE COMUNALI ALLE GRANDI AZIENDE E AUMENTARLE AI CITTADINI E ALLE PICCOLE IMPRESE
Il secondo aspetto che emerge alla prima uscita, dopo aver detto una bugia sui debiti per tasse evase e non pagate al Comune di Melfi (per 10 anni consecutivi : clicca qui per approfondimento —-> http://liviovalvano.blog/2021/07/25/maglione-alla-prima-uscita-una-bugia-e-una-conferma/ ), deriva dalla sua breve battuta sul trattamento fiscale applicato dal Comune per l’indotto insediato nell’area industriale; materia che conosce bene perchè lo riguarda personalmente (anche se ha “dimenticato” di adempiere ai suoi obblighi fiscali che il Comune gli ha “ricordato” con la notifica degli atti di accertamento), visto che possiede un’impresa nell’area industriale che si occupa di logistica nel settore dell’automotive
Peppino ha detto che “il Sindaco Valvano pensa all’indotto come a un Bancomat”; ha voluto dire che il Comune pretende troppo dalle imprese industriali insediate nell’area di San Nicola per la tassa rifiuti (TARI) e per l’IMU. Di seguito la sua breve dichiarazione:
In questa sua sintetica prima valutazione politica, l’unica emersa dalla conferenza stampa di sabato 24 luglio (insieme ad un altro dato politico molto imbarazzante di cui parleremo in un altro momento), c’è un’intenzione forte e chiara che possiamo così riassumere:
secondo MAGLIONE “le tasse comunali sull’industria nella misura fissata dall’attuale amministrazione comunale non sono sostenibili per la sopravvivenza dell’indotto insediato nell’area industriale di Melfi; per pagare gli stipendi Maglione dice che il Comune non deve tartassare l’indotto”.
In qualità di rappresentante della categoria degli industriali dell’indotto la sua dichiarazione non farebbe una piega; si tratereb-be di una legittima posizione dell’industria che chiede al Comune di rivedere le tariffe.
Ma la conferenza stampa di sabato è stata convocata per presentare il candidato Sindaco della DESTRA per il governo della città; cioè colui che (una volta eletto) dovrebbe essere l’arbitro della partita e che dovrebbe assumere una posizione iniziale di neutralità per favorire la costruzione e la manutenzione di equilibri socio-economici adeguati per il campionato che una comunità gioca.
Ma si tratta di un campionato completamente diverso rispetto a quello del calcio o di un’impresa industriale ed è normale essere disorientati all’inizio. Infatti, normalmente il Sindaco viene scelto dagli elettori tra coloro che hanno svolto un minimo di esperienza, un minimo di percorso politico, almeno come consigliere comunale, per iniziare a orientarsi ed evitare di affidarsi all’istinto condizionato dai propri egoismi (Io, per esempio, ho iniziato proprio così, cioè da consigliere comunale di opposizione, ruolo difficile e scomodo, ma il più formativo che consiglio di fare a tutti).
Insomma, anche per il governo delle istituzioni serve fare un percorso di apprendistato, formativo, fondamentale come in qualunque campo della società; ma attenzione, l’attività istituzionale è molto più complessa di un’impresa sotto ogni aspetto (Io che mi sono occupato di entrambi i ruoli ne sono pienamente consapevole),
Per questo vorrei trasmettere questi primi appunti a Peppino invitandolo a prendere nota per iniziare a comprendere la complessità che preme sulla civica amministrazione, per le innumerevoli forze che su di essa spingono (dall’interno e dall’esterno) e le interconnessioni con le politiche di governo regionali, nazionali ed europee.
Innanzitutto non è vero che a Melfi l’indotto della logistica paga di più in assoluto rispetto alle altre città industriali. Partiamo da Torino, dove la tariffa 2020 per le attività industriali è di 9 euro a metro quadro (per l’industria in generale e anche per la logistica), mentre a Melfi la logistica paga 6,4 euro a metro quadro. Si dirà che a Termoli si paga 5,07, ma a Pomigliano la tariffa è di 7,75 euro (insomma a Pomigliano e a Torino Maglione pagherebbe di più rispetto a Melfi, ma a Termoli pagherebbe meno). Le attività industriali (esclusa la logistica), invece, a Melfi pagano 9,9 euro a metro quadro, tariffa simile – di poco superiore – a quella applicata dalla città di Torino. L’aliquota IMU, invece, è al massimo ovunque.
Il primo elemento della complessità da tenere in considerazione è che l’IMU è molto legata ai trasferimenti statali che nel corso degli ultimi 10 anni hanno attraversato continui cambiamenti; i 3/4 dell’IMU per i capannoni industriali, dal 2012 vengono versati allo Stato (non più ai Comuni come invece avveniva ai tempi delle vacche grasse del suo primo e più convinto sostenitore Ernesto Navazio); per compensare solo in parte i Comuni lo Stato ha aumentato i trasferimenti erogati, in misura ridotta rispetto al gettito fiscale che lo Stato ha incamerato direttamente dalle aziende industriali.
Morale della favola: lo Stato ci ha guadagnato riducendo le risorse a disposizione per i Comuni e l’IMU per le imprese non si può diminuire perchè per i 3/4 la incamera lo Stato.
La tassa rifiuti, invece, la nuova Giunta potrebbe diminuirla per l’industria, così come immagina e pensa MAGLIONE.
Ma se dovesse farlo che cosa accadrebbe?
Semplice: aumenterebbe di pari misura la tassa rifiuti sulle utenze domestiche, cioè sui cittadini che, invece, adesso godono del livello di tassazione più basso della Basilicata.
Non c’è una via di mezzo perchè la legge IMPONE l’equilibrio perfetto tra il totale dei costi del ciclo dei rifiuti e dei servizi di igiene urbana (fissati con gara di appalto e non modificabili fino al 2026/2028) e il gettito fiscale, per cui:
quello che togli all’industria devi farlo pagare ai cittadini.
Per avere un’idea: se riduci del 10% la tassa rifiuti alle utenze non domestiche si produce un incremento del 40% delle utenze domestiche, proprio perchè l’attuale livello della tassa rifiuti per le abitazioni a Melfi, dal 2012, lo abbiamo volutamente ridimensionato.
Ci sarebbe un’altra unica alternativa, ma sarebbe troppo spudorata anche per Lui: diminuire la tariffa di “specifiche categorie di imprese” (favorire per esempio l’industria e la logistica) e aumentare le tariffe per tutte le altre attività economiche, cioè i piccoli lavoratori autonomi (bar, ristoranti, pizzerie, artigiani, alberghi, professionisti etc….).
Insomma si tratta di una scelta politica, un algoritmo figlio di un approccio molto concreto, regolatore di un contesto socio-economico delicato:
è chiaro che il centro-sinistra da me rappresentato, in una determinata fase storica ha scelto di re-distribuire risorse, anche attraverso la tassa rifiuti, l’ICI e l’IMU, dalle grandi aziende a favore dei cittadini e delle micro-imprese.
E’ EVIDENTE!
Altrettanto evidente è che MAGLIONE è di tutt’altro avviso e dietro la paventata difficoltà di sopravvivenza della sua azienda ha già anticipato le sue intenzioni in materia di politiche fiscali:
MENO TASSE COMUNALI PER LE GRANDI AZIENDE
PIU’ TASSE PER I CITTADINI E PER LE PICCOLE IMPRESE
Siamo su FRONTI OPPOSTI: non è un caso che Peppino è a DESTRA!









[…] Tutto ciò, come abbiamo sentito nella prima intervista di sabato 24 luglio, non interessa al candidato della DESTRA, l’INDUSTRIALE MAGLIONE, che invece si preoccupa dell’eccessivo peso che a suo dire il Comune applica alla GRANDE INDUSTRIA di cui egli è un rappresentante. Argomento su cui ho già avuto modo di fare un approfondimento e a cui rinvio per memoria (clicca qui—> Le tasse dell’industria) […]