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MAGLIONE ALLA PRIMA USCITA: UNA BUGIA E UNA CONFERMA

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Il candidato della DESTRA Melfitana nella prima uscita pubblica (sabato 24 luglio) ha deciso di parlare della vicenda che lo vede debitore nei confronti del Comune di Melfi per tributi evasi. Lo fa sentendosi obbligato a rispondere a una mia dichiarazione fatta durante l’illustrazione del rendiconto finanziario 2020 durante i lavori del Consiglio Comunale del 02/07/2021. Va subito chiarito che Io non ho mai fatto il suo nome, ma evidentemente il candidato della DESTRA ha pensato di uscire allo scoperto e di confermare la sua posizione di massimo debitore per tributi evasi, non pagati al Comune (di seguito il mio intervento in Consiglio).

Va dato atto a Maglione di aver voluto affrontare la questione (che Io giudico gravissima, pur sapendo che alcuni non avranno la stessa opinione e che magari pensano che in questo Paese fare il furbo non pagando le tasse è un titolo di merito), ma lo ha fatto nel peggiore dei modi perchè:

HA MENTITO!

Se avesse ignorato la materia o l’avesse trattata correttamente non sarei qui a scrivere (mi sarei risparmiato volentieri la fatica e il ruolo di tutore della verità dei fatti amministrativi, ruolo che in qualità di Sindaco sono obbligato a svolgere fino in fondo), ma purtroppo non è così:

PEPPINO HAI MENTITO!

Per me non è una sorpresa (purtroppo e me ne dispiace) perchè in questa lunga esperienza era già capitato altre volte, intorno alla vicenda del CALCIO, su cui mi riservo di pubblicare un approfondimento in un altro momento, approfondimento che mi piacerebbe fare in Piazza con Lui e con tutti i tifosi, con le “carte della verità”.

Ma questa sull’evasione fiscale è grave; ancora più grave è la difesa rattoppata, non corrispondente ai fatti (di seguito il video della sua dichiarazione).

Nell’autodifesa durante la conferenza stampa, alla domanda “telefonata” del giornalista moderatore il candidato afferma di essere stato lui a chiedere al Comune di quantificare e poi dilazionare il debito fiscale nel dicembre 2017.

Questo E’ VERO.

Ma c’è un piccolo particolare, probabilmente per il debitore insignificante: la domanda di dilazione è stata presentata “SOLO DOPO che il candidato ha ricevuto nei mesi precedenti la notifica di numerosi atti di accertamento per tributi “EVASI” e tributi NON PAGATI dal 2009 al 2017.

Ma allora perchè non si è fatto vivo prima?

Perchè fa richiesta di dilazione solo dopo aver ricevuto gli atti di accertamento con riferimento ai 9 anni precedenti, per una somma complessiva che fa di lui il soggetto che ha accumulato, in TOTALE SILENZIO, un debito enorme nei confronti del Comune, il debito record più elevato, nei confronti della Comunità che vorrebbe amministrare?

Se non avesse ricevuto notifica di quegli atti nell’anno 2017 alcuni di quei crediti sarebbero caduti in PRESCRIZIONE e “l’avrebbe fatta franca”.

Aspettava la prescrizione?

Solo dopo aver ricevuto la notifica degli atti, fatta dal Comune nell’ambito di una campagna di verifiche indirizzata sui grandi evasori, il debitore Maglione, costretto dalla necessità di evitare sequestri, ipoteche e pignoramenti, ha presentato la richiesta di dilazione di tutto quanto dovuto nei termini non prescritti. Ma prima di essere stato scoperto tra coloro che hanno “dimenticato” di adempiere ai loro obblighi, Peppino non si è mai fatto vivo con il Comune di Melfi.

Insomma non è stato lui a presentarsi spontaneamente per chiedere di quantificare e di dilazionare tutto quanto non dichiarato e non pagato nei precedenti 9 anni; al contrario, lo ha fatto solo all’ultimo momento per evitare le azioni esecutive “estreme” a distanza di anni di mancati pagamenti

E’ stata detta una bugia, grave sul piano morale, su un argomento molto delicato.

E’ stato un grave errore rispondere con una bugia; un errore che mi porta a fare una considerazione, più generale.

L’amministrazione di un Comune non può essere condotta (come le cronache dei giornali ci fanno conoscere), con le azioni spregiudicate di “alcune” società sportive. Sono fin troppo noti i tanti esempi a tutte le latitudini, che sono accaduti soprattutto nel mondo del Calcio.

Pensare di gestire il Comune “evadendo sistematicamente il fisco (come è accaduto e accade nel mondo del Calcio, con le notorie evasioni dell’IVA derivanti dalle “fatturazioni delle sponsorizzazioni”) dal primo all’ultimo anno (ripeto questo concetto: DAL PRIMO ALL’ULTIMO ANNO), accumulando un debito nei confronti di Equitalia per milioni di euro allo scopo di finanziare un’impresa che inevitabilmente si conclude con il fallimento della società e della squadra (perchè arriva il momento che la squadra non può più competere sul mercato, perché non può più eludere l’obbligo fiscale e quindi fallisce, non per colpa di altri, ma a causa della bolla finanziaria costruita a spese dello Stato), non può essere il metodo utilizzabile nella gestione di un ENTE LOCALE che, al contrario, deve fare i conti con i confini invalicabili determinati dallo Stato, deve “lottare dentro la legge” con una burocrazia e una rigidità legislativa INELIMINABILE, che richiede altre competenze e che certamente non troverebbe il punto di conciliazione con l’installazione nello stadio degli striscioni pubblicitari con il simbolo di EQUITALIA e del COMUNE, cioè di coloro che senza volerlo sono stati i veri “unici sponsor”.

Qualcuno giustamente dirà: scusa Sindaco ma perchè te ne ricordi propri adesso, in prossimità della campagna elettorale?

Giustissima osservazione, ma la risposta è semplice: innanzitutto non sono stato Io ma il diretto interessato che ha deciso di parlare pubblicamente di questa triste storia e poi comprenderete che certamente non potevo mai immaginare che il debitore più grande del Comune, che è stato raggiunto dalla notifica di 23 atti (accertamenti, liquidazioni, intimazioni) nel 2017 e nei primi mesi del 2018 e che dovrà continuare a pagare fino al 2028, si sarebbe candidato nel 2021?

Ognuno si farà una sua opinione, come è giusto che sia; per quanto mi riguarda confermo che l’impegno prioritario deve essere quello di tutelare tutti i cittadini, soprattutto coloro che sono ligi ai loro doveri, e che nonostante le tante difficoltà prodotte dalle condizioni lavorative ed economiche (disoccupazione, cassa integrazione, contratti precari di breve durata, invalidità, pensioni ridotte etc….) sentono forte l’obbligo morale di onorare l’impegno che ognuno di noi ha verso la comunità di cui è parte. Io sono con questi cittadini e con tutti coloro che con la fatica del loro lavoro, dipendente o autonomo (come le piccole imprese, i professionisti, i produttori agricoli etc…), consentono di tenere in piedi la Comunità, cedendo il loro contributo personale.

Si tratta della maggior parte della gente, coloro che sul campo si conquistano il titolo di cittadino che devono sentirsi tutelati dalla civica amministrazione nel contrastare comportamenti simili, soprattutto quando diventano così eclatanti come quelli di cui si è reso protagonista il debitore Maglione che, al contrario, non possono essere capovolti e raccontati come una necessità per tirare avanti e come un gesto eroico.

E’ stata una pessima giustificazione, un pessimo e deleterio esempio, da allontanare dalla memoria, anziché esibirlo come modello da imitare.

Il modello virtuoso è quello del rapporto Comunità-cittadino, basato sul reciproco rispetto e non sull’incitazione alla furberia.

Dopo la bugia, l’unica certezza che emerge dalla conferenza stampa e che dice “qualcosina di politica”, quella che fa riferimento al rapporto con l’industria dell’indotto trattata dall’Amministrazione “come se fosse un bancomat”, la affronterò nel successivo approfondimento.

FORZA MELFI 🔰

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