IL PARCO DEL VULTURE
L’area di protezione ambientale introdotta con l’istituzione del PARCO DEL VULTURE è stato un traguardo storico promosso dall’amministrazione comunale di Melfi. L’atto di adesione è stato la delibera n.23 del 30/06/2015 approvata dal Consiglio Comunale.
Aver promosso il Parco del Vulture significa credere nello sviluppo basato sulle risorse che caratterizzano il paesaggio del Vulture di cui Melfi è parte essenziale. Sul Parco del Vulture di recente si è scatenata una fuorviante polemica politica, intorno alla procedura di elezione del Presidente (procedura ancora in corso); è una polemica chiaramente strumentale tesa a far fallire lo sforzo genetico che si pone l’obiettivo di valorizzare il territorio.
C’è una dato politico-istituzionale molto rilevante: fino all’anno 2015 il progetto di istituzione dell’area protetta è stato sempre bloccato dall’interesse avverso sinteticamente riconducibile alla trasversale volontà di non investire risorse finanziarie sull’area nord di Basilicata, da sempre ritenuta dalla politica regionale (da destra a sinistra, senza escludere nessuno) già avvantaggiata rispetto alle altre aree per il forte sviluppo industriale.
UN RITARDO DI ALMENO 30 ANNI INGIUSTIFICABILE
Un errore strategico fatale per l’intera Basilicata.
L’area Nord è la porta di ingresso della Basilicata soprattutto sul versante adriatico e la sua organizzazione in termini di infrastrutture turistiche determinerebbe una forte crescita per l’intera Regione.
L’iniziativa su cui abbiamo spinto insieme agli altri Comuni del Vulture alla fine ha smosso la montagna e oggi, finalmente, il Parco del Vulture è una realtà. Bisogna avere la pazienza e la perseveranza di far crescere il neonato che adesso, a differenza di prima, può contare su una linea di finanziamento regionale, anno per anno, finalizzata a porre in essere le opere di manutenzione e valorizzazione dell’area Parco, a partire dai laghi di Monticchio, che rappresenta il cuore della strategia intorno alla quale si è raccolta la volontà dei 9 Comuni del Vulture.
Destra, Sinistra, Movimento 5S o altri, da adesso in poi saranno necessariamente obbligati a finanziarie anno per anno investimenti e opere di manutenzione dello straordinario patrimonio del Vulcano.
Nell’ultimo anno, a partire dal Consiglio Comunale aperto tenuto il 29/07/2020, con la partecipazione dell’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa, abbiamo sviluppato un dibattito finalizzato a valutare la possibilità e l’opportunità di allargare il perimetro dell’area Parco, con lo scopo di salvaguardare l’ambiente da nuove fonti di consumo di suolo, del paesaggio, delle risorse naturalistiche; pericoli che incombono sul Vulture per la presenza di insediamenti industriali di ogni genere, compreso il nuovo progetto di insediamento di una cava di estrazione di minerali.
La discussione ha visto la partecipazione delle associazioni e delle rappresentanze delle categorie (tutte, nessuna esclusa) ed è durato un anno, al termine del quale, il Consiglio Comunale, nella seduta del 28/07/2021, con la delibera n.42, ha deciso l’allargamento dell’area Parco del Vulture, puntando alla tutela del territorio particolarmente delicato ed adatto per un processo di sviluppo delle qualità intrinseche, legate al paesaggio, al contesto naturalistico e ai prodotti agricoli di particolare qualità.
Cliccare qui per leggere la delibera e il dibattito del Consiglio, per comprendere le motivazioni della scelta e le posizioni delle diverse forze politiche:
La lettura del verbale stenotipato del Consiglio fa emergere una chiara differenza tra le forze politiche che sostengono la strategia dello sviluppo sostenibile e della tutela del territorio (cioè la maggioranza di centro-sinistra) rispetto ai consiglieri comunali di centro-destra che, invece, hanno esplicitamente criticato lo sforzo che nell’ultimo anno abbiamo fatto per evitare l’insediamento della nuova cava di quarzareniti in località MONTE CRUGNAME.

Si tratta dell’ultimo progetto industriale impattante, la cui procedura non è ancora definita. Nella fase iniziale il progetto, analizzato dalla task force del Comune per le ricadute ambientali, data la lontananza dal centro abitato e dalla frazione di foggiano, non appariva particolarmente pericoloso per la salute umana. Per questo l’Amministrazione comunale, preso atto dei pareri favorevoli degli enti deputati (ASP e ARPAB), non ha potuto eccepire alcunche nella prima fase del procedimento, limitandosi a rilasciare il parere obbligatorio del funzionario sulla destinazione urbanistica (con l’indicazione che trattasi di area agricola).
Dopo la Conferenza di servizi del 05/12/2019, invece, grazie alla assoluta novità delle notizie rese note dalla Soprintendenza di Basilicata è emersa la presenza in quell’area di elementi di particolare pregio dal punto di vista culturale, archeologico e paesaggistico (ipotesi Via Appia), non di pericolosità ambientale e di rischio per la salute. Per tali ragioni, dopo aver ricevuto notifica nel mese di maggio 2020 delle conclusioni del Dipartimento Regionale all’Ambiente, La Giunta Municipale, con la delibera n.71 del 10/06/2020 e con la delibera n.82 del 08/07/2020 ha promosso l’opposizione amministrativa al Capo dello Stato.
Ecco la nota della Soprintendenza del 05/12/2019:


Successivamente, il Consiglio Comunale del 29/07/2020, con la delibera n.43, in seduta aperta, si è pronunciato per la incompatibilità del territorio rispetto al progetto di insediamento della cava. E’ una opposizione motivata, che la Soprintendenza ha condiviso, finalizzata a svolgere un’attività di ricerca archeologica sull’intero territorio interessato, in partnership con la Soprintendenza di Basilicata e l’Università di Foggia.
Ecco la nota della Soprintendenza che nel settembre 2020 conferma la necessità di approfondimenti:


Lo studio si è concluso proprio in questi giorni con la notifica degli atti composti da una relazione e dagli elaborati tecnici, da parte della Prof.ssa Marchi, le cui conclusioni saranno presentate in un pubblico incontro entro la fine del mese di agosto.
Ci deve preoccupare la posizione del centro-destra, per altro timidamente confermata nelle parole del candidato MAGLIONE che nella prima conferenza stampa (luglio 2021) in risposta a una precisa domanda sull’argomento non ha voluto prendere una posizione sul progetto della Cava di Monte Grugname, manifestando imbarazzo e un riferimento confuso rispetto “ai soggetti che avrebbero rilasciato o meno l’autorizzazione”. Se inizierà a leggere le carte su riportate probabilmente Maglione capirà e forse chiederà pure scusa (come già accaduto in passato) per l’avventata dichiarazione sull’ipotizzato rilascio di una presunta autorizzazione (che il Comune di Melfi NON ha rilasciato e che non poteva rilasciare).
E’ chiaro che l’INDUSTRIALE Maglione non sa che l’autorizzazione per l’apertura di una cava la rilascia la REGIONE (non il Comune o altri), Regione che oggi è governata dalla DESTRA, cioè da coloro che erano presenti alla sua conferenza stampa e che lo sponsorizzano a piene mani in questa “partita elettorale” (Forza Italia-Lega Nord-Fratelli D’Italia).
Se è vero che egli ama la nostra città e il territorio, perchè l’INDUSTRIALE MAGLIONE non fa un accorato appello agli amici regionali della DESTRA per chiedergli di NON AUTORIZZARE LA CAVA, anzichè cincischiare nel parlare di carte e burocrazia?
Forse MAGLIONE ha difficoltà a contrapporsi al progetto della CAVA di MonteCrugname di cui casualmente è titolare il principale sponsor del MELFI CALCIO?

E’ sufficiente essere sponsor del Melfi Calcio per avere l’appoggio politico di una comunità e se la risposta fosse si, fino a che punto questo sarebbe moralmente accettabile?
E se i rapporti tra imprenditori dovessero legittimamente incrociarsi sulle aziende industriali, o su operazioni immobiliari che coinvolgono terreni oggi agricoli (giustamente qualificati agricoli dal nuovo Regolamento Urbanistico) che potrebbero poi diventare improvvisamente edificabili? Anche in quel caso la sponsorizzazione della squadra di calcio laverebbe la coscienza collettiva come una sorta di “compensazione sociale” sufficiente a incrociare grossi interessi economici (ripeto legittimi) con gli interessi di una comunità intera?
Sono interrogativi che ci lasciano fortemente INQUIETI sui quali NOI assumeremo una ferma posizione di tutela per la nostra città.
SMALTIMENTO DELL’AMIANTO SU EDIFICI PRIVATI
Restando in tema di tutela dell’ambiente, a partire dalla delibera di Giunta n.130 del 07/11/2013, fino ad oggi, il Comune ha promosso 46 interventi di rimozione dell’amianto sugli edifici privati (cittadini e piccole imprese), attraverso un bando che ogni anno è stato finanziato con fondi comunali, al fine di prevenire l’abbandono sul territorio comunale.
BLOCCO NUOVI IMPIANTI PER IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI
Particolare attenzione è stata rivolta ai progetti di nuovi impianti industriali che avrebbero potuto aggravare il peso ambientale sul territorio. Con la delibera n. 39 del 28/11/2013 il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno teso a impedire la realizzazione di impianti di smaltimento di rifiuti speciali nel territorio comunale, per la oggettiva e motivata incompatibilità della loro localizzazione, troppo vicina al nucleo abitato del centro storico e della frazione di Leonessa.
Due erano i progetti la cui istruttoria all’epoca erano in fase avanzata:
- una discarica di rifiuti speciali nei pressi della frazione di Leonessa,
- un’altra discarica di rifiuti speciali in località Accovatura.
Il Comune ha formalizzato opposizione nell’ambito della procedura per il rilascio della V.I.A. opposizione accolta dalla Regione.
Nell’anno 2015 il Comune si è opposto con successo ai progetti di insediamento di 5 impianti industriali per il trattamento della frazione organica dei rifiuti, per una capacità operativa complessiva di circa 550 mila tonnellate. La Regione ha fatto propria l’opposizione del Comune di Melfi, con il blocco dei relativi procedimenti di autorizzazione.
Anche in questo caso abbiamo fatto prevalere l’interesse generale, la ricerca del bene comune, rispetto agli interessi di singoli progetti industriali.
E’ chiaro che la cura dell’ambiente e del paesaggio, con tutte le varie iniziative assunte, è stata vissuta come la precondizione per piantare le basi delle altre azioni che abbiamo provato a realizzare per far crescere l’economia locale attraverso lo stimolo dell’offerta di beni e servizi rivolti “al lavoratore della conoscenza”.
Ma di questo argomento tratteremo nel prossimo capitolo.
I capitoli precedenti:
CAPITOLO 1: http://liviovalvano.blog/2021/08/08/melfi-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-1/
CAPITOLO 3: http://liviovalvano.blog/2021/08/10/melfi-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-03-verso-la-bella-stagione/









La sinistra ha fatto molto amministrando la città di Melfi. Sotto ogni aspetto, culturale,di smaltimento rifiuti, di sviluppo del territorio sotto ogni aspetto sia logistico che turistico ecc…La dx non è riuscita a dare il proprio apporto come opposizione. Ha fatto solo ostruzionismo e disfattismo senza dare l’apporto che potrebbe dare stando dalla parte opposta a chi governa. Peccato che non ci sono uomini che potrebbero dare una
Po di positività anziché perdersi in chiacchiere inutili.
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