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EQUITA’ E MERITO: ABBIAMO LAVORATO PER AIUTARE I PIU’ DEBOLI E LE MICRO IMPRESE, CHIEDENDO RISORSE ALLA GRANDE INDUSTRIA E AI CITTADINI ECONOMICAMENTE PIU’ SOLIDI — IL RENDICONTO DI 10 ANNI – Capitolo 11

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Alle azioni su AMBIENTE, PAESAGGIO e i progetti sulla promozione dell’economia della CULTURA e del TURISMO si sono affiancate azioni di riequilibrio dei rapporti di equa partecipazione dei cittadini nel sistema economico locale. Numerose e continue sono state le misure tese a creare un sistema urbano più equo per le famiglie e dinamico per le micro-imprese.

In un minuto e mezzo la sintesi della politica fiscale dei 10 anni

Non è semplice garantire il giusto equilibrio tra equità e merito; è stato l’impegno più complesso, per la delicatezza della materia, per le conseguenze che comporta e per le diverse sensibilità anche dei singoli cittadini oltre che delle forze politiche. Per comprenderne la delicatezza è sufficiente richiamare alla memoria l’ultima rilevante azione in ordine di tempo, quella dell’Intervento Economico Straordinario (acronimo I.E.S.) che ci ha spinto ad aiutare 400 famiglie in piena emergenza sanitaria nell’estate 2020, ivi compresi i lavoratori autonomi che hanno dovuto chiudere le loro attività per diversi mesi; quell’azione di “riequilibrio sociale” ha scatenato sentimenti contrapposti nella comunità (per lo più indotti dalla distorsione e dalla volontà di strumentalizzazione da parte della destra melfitana), tanto da determinare anche una chiara perimetrazione politica, così come è accaduto e accadrà sul reddito di cittadinanza.

Nei trascorsi 10 anni, almeno fino al manifestarsi della emergenza sanitaria mondiale, abbiamo attraversato una fase molto lunga durante la quale lo stato centrale si è ritirato progressivamente e ha scaricato sulla finanza locale e, quindi, sui cittadini il peso dell’eccessivo indebitamento pubblico. Ciononostante, noi abbiamo mantenuto intatta la convinzione della necessità di preservare equilibrio tra cittadini aventi sostanze e possibilità economiche differenziate; è anche una necessità, prima di essere una scelta etica e politica. Non appena avremo superato l’emergenza socio-economica conseguente alla pandemia del COVID-19, ad un certo punto ritorneranno le politiche di contenimento della finanza pubblica con cui ci siamo dovuti confrontare nei trascorsi 10 anni e fino all’inizio del 2020. Dovremo farci trovare pronti a gestire il fenomeno con un elevato grado di equità per evitare di instaurare un insanabile conflitto tra categorie di cittadini e tra generazioni.

Prima dell’introduzione del Reddito di Cittadinanza e del Reddito di Inclusione, con la delibera di Consiglio n.11 del 29 aprile 2013 di approvazione del Regolamento di Inclusione Sociale, a partire dall’anno 2014 il Comune di Melfi ha introdotto un sostegno economico ordinario, per 12 mesi continuativi, rivolto alle famiglie in condizioni oggettive di disagio economico, verso cui l’amministrazione ha destinato risorse del proprio bilancio per circa 150 mila euro in media all’anno. E’ utile fare un paragone e ricordare che fino al 2010 il centro destra melfitano destinava agli aiuti alle famiglie disagiate solamente 20/30 mila euro all’anno.

Lo strumento che abbiamo messo in campo ha prodotto importanti effetti, riconosciuti anche dalla CARITAS DIOCESANA con cui è stato instaurato un rapporto di collaborazione per il contrasto alla povertà.

Con questa idea guida abbiamo agito provando a riequilibrare il rapporto tra cittadini, imprese, micro-imprese, grandi aziende, nel solco dei principi fissati dall’articolo 53 della Costituzione. Abbiamo provato a realizzare in concreto un contesto equo per ricercare un equilibrio, in modo tale da non penalizzare i cittadini più deboli, chiedendo qualcosa in più a coloro che posseggono una condizione patrimoniale e reddituale più solida.

Dalla grande industria e le famiglie più solide per sostenere le debolezze della micro-impresa e dei cittadini più fragili.

Per le famiglie dall’inizio del primo mandato sono stati approvati atti tesi a ridurre la tassazione e a calmierare il costo dei servizi erogati dal Comune. Le tariffe per i servizi resi dal Comune (Asilo nido, mensa scolastica, trasporto pubblico e trasporto scolastico, impianti sportivi, assistenza anziani e disabili etc…) sono state ridotte già nei primi mesi, a partire dalla delibera n.15 del 06/09/2011; l’azione di contenimento è continuata fino all’ultimo anno, il 2021, con l’ulteriore contenimento delle tariffe del servizio mensa scolastica, asilo nido, assistenza anziani e disabili (delibera n.26 del 07/04/2021) che ha ridotto la copertura dei costi dei servizi fino al punto più basso del 38,23%. In sintesi c’è stato un abbattimento medio delle tariffe del 30% circa.

La tassa rifiuti sulle abitazioni è stata calmierata fino a portarla al livello tra i più bassi della Basilicata, già a partire dall’anno 2015; con la delibera n.7 del 06/02/2015 la tassa rifiuti per le abitazioni è stata ridotta del 40% circa rispetto all’anno 2010 (ultimo anno di amministrazione della DESTRA), grazie a una decisa scelta politica consistente nell’introduzione di un radicale cambiamento nel rapporto tra gettito fiscale complessivamente addebitato alle utenze domestiche e gettito fiscale addebitato alla grande industria.

Non c’è una via di mezzo, se diminuisci la tassa per le abitazioni aumenta di pari importo per l’industria, perché il gettito complessivo della tassa deve per legge coprire il 100% dei costi.

Per questa decisione siamo stati fortemente criticati dall’opposizione della destra melfitana.

Con la delibera n.46 del 30/11/2015 è stata introdotta l’esenzione del 60% della tassa rifiuti per le frazioni e le aree di campagna; agevolazione divenuta stabile nel regolamento della TARI fino ad oggi.

L’addizionale IRPEF è stata rivista, già a partire dall’anno 2012 (con la delibera n.20 del 27/03/2012) introducendo una soglia di esenzione per i redditi fino a 15 mila euro, determinando di fatto una esenzione per il 55% delle famiglie; condizione confermata ininterrottamente dal 2012 fino ad oggi. Prima della BELLA STAGIONE, con la destra melfitana tutti pagavano allo stesso modo senza distinzione di reddito e non c’è da meravigliarsi.

Per la manovra fiscale già dal 2012 la città ha avuto risalto sulla stampa nazionale per la “sterilizzazione dell’IMU” sulla prima casa.

Nel momento in cui è stata introdotta dallo Stato la nuova tassa comunale denominata TASI, il Consiglio Comunale con la delibera n.7 del 06/02/2015 l’ha immediatamente neutralizzata per le abitazioni (prima e seconda abitazione).

Il complesso delle misure fiscali riassunte, messe insieme rappresentano un rilevante sistema di redistribuzione di risorse attuato con il principio costituzionale della “capacità contributiva”. Insomma una scelta politica netta, contestatissima dal centro-destra Melfitano (Pagliuca-Navazio) che ha sempre avuto l’idea di ridurre la tassazione alle grandi aziende, idea confermata il mese scorso alla prima uscita dal loro candidato Sindaco Maglione (candidato presentato e sostenuto da Pagliuca e Navazio).

Per il candidato della destra melfitana (presentato da Pagliuca e Navazio) l’industria paga troppe tasse e il Sindaco Valvano la considera un bancomat

Il rapporto fiscale è un aspetto fondamentale e al contempo delicato nel rapporto tra cittadino e comunità sotto ogni punto di vista; senza il contributo fiscale dei cittadini e delle attività economiche non ci sarebbe la comunità con i suoi servizi, con i suoi progetti di sviluppo, con gli strumenti di solidarietà e di coesione.

Nel rapporto fiscale si realizza il patto di equità meritocratica.

Ma il rapporto fiscale richiede necessariamente una seria organizzazione di contrasto all’evasione.

Nel caso del Comune, va detto: fino al 2011, (guarda caso) l’organizzazione non c’era e con la volontà politica e la professionalità dell’ufficio e del suo dirigente nell’arco di qualche anno abbiamo creato un’organizzazione che ha prodotto risultati importanti.

Dopo la sciagurata e dolorosa esperienza del centro-destra (Pagliuca-Navazio) con l’appalto dato a suo tempo alla società Tributi Italia (che incassava le tasse dei cittadini sul suo conto corrente bancario anzichè sul conto corrente del Comune, particolare che ha causato un danno al Comune di Melfi di circa 1,3 milioni di euro che la società “fallita non ha più versato), siamo passati da una debole e transitoria gestione interna (debole per la carenza di personale determinata dal blocco delle assunzioni voluto dallo Stato Centrale dal 2010 fino al 2019) alla esternalizzazione del servizio, notevolmente migliorato nella sua capacità operativa e nella qualità del rapporto con i cittadini.

I risultati attesi si sono verificati a partire dal 2016 fino al 2020.

In conseguenza di una direttiva della Giunta tesa a contrastare l’evasione dei grandi operatori economici, il Comune è riuscito a recuperare tributi evasi per cifre molto rilevanti: siamo passati dall’acquisire al bilancio del Comune una cifra annua di 310 mila euro del 2016 fino a 1,237 milioni del 2020.

Report lotta all’evasione del Comune di Melfi dal 2015 al 2020

Oggi l’organizzazione del Comune è stata ulteriormente potenziata e quindi in grado di realizzare in concreto un rapporto tributario più equo, perchè se pagano tutti, paghiamo tutti molto meno.

Quello del contrasto dell’evasione tributaria è materia delicata, in grado di agitare suggestioni e anche reazioni di difesa da parte del mondo delle partite IVA. Sono reazioni che vanno comprese, con particolare riferimento ai piccoli operatori, le micro-imprese, i piccoli professionisti che fanno fatica a stare al passo e che nella complessità del rapporto tributario soprattutto con lo Stato centrale vivono l’evasione quasi come una necessità.

Ciò che, invece, non può essere tollerato sul piano teorico e soprattutto morale, sono i “GRANDI EVASORI”, coloro che giustificano il loro comportamento omissivo dietro la necessità di salvaguardare i lavoratori dipendenti.

L’omissione/evasione continuata per 9 anni di una grande azienda che omette di pagare al Comune tributi per 1,5 milioni di euro merita una considerazione diversa dal piccolo imprenditore che per sopravvivere del suo lavoro rischia di non pagare qualche migliaio di euro ogni anno.

E’ immorale camuffare l’evasione, l’omissione delle grandi aziende, come se fosse un’azione eroica tesa a distribuire stipendi ai lavoratori, soprattutto quando fai i conti e rapporti l’entità dell’omissione al costo del lavoro, calcolando cioè quanto incide l’evasione tributaria rispetto agli stipendi.

Ma in concreto, quanto pesa l’incidenza dei tributi comunali per una grande azienda?

La verità è che in media, i tributi comunali pesano per soli 15/20 euro al mese su ogni dipendente occupato nella nostra area industriale; è chiaro che si tratta di una incidenza irrisoria e che l’evasione dei tributi non può certamente essere sfacciatamente spacciata per un atto eroico, ma va qualificata per quello che è: il tentativo spregiudicato di sottrarre (solo a proprio vantaggio personale) i mezzi finanziari alla civica amministrazione che con quelle risorse garantisce tutti i servizi ai cittadini e alla comunità, secondo il principio costituzionale dell’equa partecipazione alla spesa pubblica.

Contrastare l’evasione, così come abbiamo fatto con determinazione negli ultimi 5 anni, soprattutto verso i grandi evasori, significa garantire servizi per i cittadini e tasse più basse per le famiglie e le piccole imprese.

Le piccole imprese a partire dagli artigiani sono la spina dorsale da sostenere per la crescita socio-economica del sistema urbano, ma di questo tratterò in un successivo capitolo.

I CAPITOLI PRECEDENTI:

CAPITOLO 1:  https://liviovalvano.blog/2021/08/08/melfi-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-1/

CAPITOLO 2: https://liviovalvano.blog/2021/08/09/melfi-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-2-linizio-del-primo-mandato-linverno-rigido/

CAPITOLO 3: https://liviovalvano.blog/2021/08/10/melfi-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-03-verso-la-bella-stagione/

CAPITOLO 4: https://liviovalvano.blog/2021/08/11/tagliate-le-poltrone-dellazienda-speciale-167-estinti-12-milioni-di-debiti-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-n-04/

CAPITOLO 5: https://liviovalvano.blog/2021/08/13/abbiamo-tutelato-il-territorio-e-combattuto-per-la-salvaguardia-dellambiente-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-n-05/

CAPITOLO 6: https://liviovalvano.blog/2021/08/14/la-societa-di-calcio-non-puo-essere-la-stanza-di-compensazione-tra-bene-comune-e-interessi-economici-di-singoli-per-lo-sfruttamento-del-territorio-il-rendiconto-di-10-anni-c/

CAPITOLO 7: https://liviovalvano.blog/2021/08/24/rua-grande-via-vittorio-emanuele-figlia-del-millenario-della-fondazione-di-melfi-scintilla-di-numerosi-progetti-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-07/

CAPITOLO 8: https://liviovalvano.blog/2021/08/25/le-origini-piazzetta-san-lorenzo-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-08/

CAPITOLO 9: http://liviovalvano.blog/2021/08/26/porta-calcinaia-un-nuovo-simbolo-identitario-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-09/

CAPITOLO 10: http://liviovalvano.blog/2021/08/28/il-cimitero-siamo-passati-dalla-illegalita-diffusa-e-tollerata-a-un-servizio-corretto-e-piu-civile-il-rendiconto-di-10-anni-capitolo-10/

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