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BICOCCA: IL PONTE – ECCO COSA E’ SUCCESSO – IL RENDICONTO DI 10 ANNI – Capitolo 15

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E’ stata una sofferenza morale: avrei scommesso qualunque cifra (per fortuna nessuno me l’ha proposto perchè avrei perso), eppure non siamo riusciti a migliorare il collegamento del quartiere BICOCCA con il resto del centro urbano.

E’ una storia complicata che a questo punto va raccontata per intero.

Il passante ferroviario che dovrà collegare il quartiere Bicocca con l’arteria viaria (Via Foggia) dell’ingresso della città, in prossimità dello svincolo di MELFI-NORD della S.S. Potenza-Foggia, è stato previsto nel Piano Regolatore FUZIO approvato alla fine degli anni ’80. A quell’epoca il piano prevedeva il collegamento di quell’area dedicata agli insediamenti per le attività produttive, con un attraversamento della linea ferroviaria.

Per raggiungere l’obiettivo, un primo tentativo fu fatto dall’Amministrazione Comunale con la stipula della convenzione ASTOR IMMOBILIARE, in data 20/11/1997, convenzione che aveva ad oggetto un vasto programma di edificazione ex legge n.179/1992.

La convenzione ASTOR impegnava l’impresa a realizzare per conto del Comune le seguenti opere:

  1. Riqualificazione Piazza Umberto;
  2. Ristrutturazione del Centro Nitti;
  3. Riqualificazione dell’Area Castello;
  4. Viale Panoramico Zona Cappuccini;
  5. Il percorso delle Fontane;
  6. La ristrutturazione del Teatro Ruggiero;
  7. il sottopasso ferroviario per il quartiere BICOCCA.

In un momento successivo, l’Amministrazione Comunale a guida dell’ex Sindaco NAVAZIO, con la delibera del Consiglio Comunale n.87 del 22/12/2003, decideva di approvare una integrazione di quella convenzione, riducendo le opere pubbliche da realizzare a soli due interventi:

  1. Ristrutturazione del TEATRO RUGGIERO,
  2. Ristrutturazione del CENTRO NITTI.

Scompare il sottopasso ferroviario.

Con quella delibera, su proposta dell’allora Sindaco, il Consiglio Comunale decideva di prorogare i termini previsti per la realizzazione del programma integrato e, quindi, delle opere connesse a carico dell’impresa, ma contemporaneamente stabiliva di abbandonare la realizzazione dell’attraversamento ferroviario, ponendolo a carico del Comune, con progetto e finanziamento da definire.

In quel momento (siamo all’anno 2003) la decisione politica presa dal Comune fu quella di vedere come prioritari gli interventi di ristrutturazione del CENTRO NITTI e del TEATRO RUGGIERO, rispetto all’opera di urbanizzazione dell’area Bicocca (che nel frattempo sorgeva con le residenze), questo nonostante il Comune introitava risorse derivanti dalla costruzione delle residenze in quell’area che, invece, aveva bisogno delle sue opere di urbanizzazione (tra cui il ponte).

Dopo 5 anni (molto a rilento) il Comune progetta il passante ferroviario e appalta i lavori nell’anno 2009, con un mutuo a carico del Bilancio Comunale di 2 milioni di euro.

A luglio 2010 (nel frattempo si era insediato il Commissario Prefettizio) i lavori vengono sospesi perchè mancava il nulla-osta delle Ferrovie dello Stato, cioè l’Ente proprietario dell’area sottostante il ponte per legge tenuto a valutare, approvare ed eventualmente chiedere di modificare il progetto.

Entra in vigore il Decreto Legge n.78/2010 (Ministro Tremonti-Governo Berlusconi) e le nuove regole del patto di stabilità bloccano la possibilità per i Comuni di pagare le spese di investimento per le opere pubbliche; si tratta di quelle regole molto rigide che hanno bloccato i Comuni in tutt’Italia fino al 2019.

A fine anno 2011 (2 anni dopo che il Comune aveva appaltato le opere) arriva il nulla-osta delle Ferrovie dello Stato con il quale si chiede di cambiare il progetto e di rafforzare il ponte.

Tra la modifica del progetto (dovuta all’errore di appaltare un’opera di quella portata senza avere prima l’approvazione di Ferrovie dello Stato) e le nuove norme del Patto di Stabilità, siamo costretti a bloccare il cantiere: a quel punto il ponte non si può più fare.

Se no fosse intervenuto il blocco del PATTO DI STABILITA’ o se fosse rimasto l’obbligo in capo ad ASTOR il ponte sarebbe stata realizzata senza alcun blocco.

Dall’anno 2013 proviamo a fare di necessità virtù e intraprendiamo una interlocuzione con Ferrovie dello Stato che nel frattempo aveva ricevuto incarico dal Governo Nazionale di ammodernare ed elettrificare la linea Potenza – Foggia. Durante questa interlocuzione condividiamo l’interesse a chiudere i passaggi a livello presenti sul territorio urbano (erano 4 in quel momento), con l’obiettivo di velocizzare i tempi dei collegamenti ferroviari.

Dopo un anno e mezzo di negoziazione otteniamo da Ferrovie dello Stato un contributo a fondo perduto di 2 milioni di euro (che ci consente di fare a meno dei mutui bancari inutilizzabili) per chiudere i passaggi a livello; il contributo a fondo perduto supera i blocchi del patto di stabilità.

Parte la negoziazione con l’impresa originariamente affidataria dell’appalto; la negoziazione è preceduta dalla revisione del progetto secondo le nuove prescrizioni chieste da R.F.I.

A un certo punto nel 2018 riusciamo a riaprire il cantiere e l’impresa riprende i lavori dopo una lunghissima attività di revisione del progetto e di revisione degli accordi contrattuali con l’ufficio tecnico del Comune.

L’obiettivo sembrava raggiunto, tanto che in un Consiglio Comunale del 2019, con una certa timidezza e una “non sufficiente prudenza scaramantica” annunciavo ironicamente che “la Salerno-Reggio Calabria” sarebbe stata completata di li a pochi mesi.

NON L’AVESSI MAI DETTO……….

A pochi mesi dalla fine dei lavori, arriva l’ultimo ostacolo: quello dell’Interdittiva antimafia che ha raggiunto l’impresa affidataria dei lavori, per problemi addebitati ad altra impresa facente parte di un Consorzio nazionale di imprese di costruzioni.

Lo scorso anno L’ufficio Tecnico ha deciso di sciogliere il contratto.

Adesso è necessario riaffidare i lavori residui con una nuova gara d’appalto.

E’ una questione d’onore che la nuova Amministrazione Comunale deve assumere come priorità, insieme al COLLEGAMENTO CICLO PEDONALE E, soprattutto, alla CURA DELLA MELFIA

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