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ECONOMIA AL FEMMINILE: INVITALIA E’ PRONTA A RICEVERE I PROGETTI DI IMPRESA

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CI SIAMO: è il 5 maggio 2022 il giorno iniziale a partire dal quale si potranno compilare le domande sulla piattaforma INVITALIA (https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/fondo-impresa-femminile), per accedere alle agevolazioni disposte dal Governo per la nascita di attività di lavoro autonomo nella titolarità di imprenditrici o libere professioniste; dovrà trattarsi di nuove attività non ancora nate o di attività già esistenti ma con anzianità non superiore a 12 mesi.

Anche per le imprese già esistenti (cioè quelle in attività da almeno 12 mesi e oltre) le domande per i progetti di sviluppo di nuove attività o di ampliamento delle esistenti potranno essere compilate a partire dal 24/05/2022.

In entrambi i casi (nuove imprese o attività pre-esistenti) le proposte devono avere ad oggetto programmi di investimento da realizzare in 24 mesi.
Sono ammesse le candidature per progetti d’impresa rientranti nei settori:

  • dell’industria;
  • dell’artigianato;
  • della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • dei servizi;
  • del commercio;
  • del turismo.

Attenzione: non sono ammissibili le attività del settore primario (agricoltura e allevamento).

In cosa consistono le agevolazioni?

Per le nuove attività le agevolazioni consistono nel solo contributo a fondo perduto (80 o 90%) e fino a un massimo di 50 mila euro, per i progetti aventi un valore non superiore a 100 mila euro; per i progetti di valore superiore e comunque fino a un massimo di 250 mila euro, il contributo a fondo perduto sarà riconosciuto in misura pari al 50% e fino a un massimo di 125 mila euro. Non è previsto il finanziamento a tasso zero che invece è concesso solo per le attività già esistenti da almeno 12 mesi.

Per le imprese già esistenti (cioè quelle attiva da almeno 12 mesi) il progetto di investimento può arrivare fino a 400 mila euro per sviluppare nuove attività o ampliare l’attività esistente; in questo caso l’agevolazione copre l’80% del progetto, quindi con un massimo di 320 mila euro, suddiviso in due quote:

a) 50% a fondo perduto (max 160 mila euro),

b) 50% finanziamento a tasso zero (max 160 mila euro) da rimborsare in otto anni.

In entrambi i casi (nuove imprese o imprese già esistenti) non è previsto un importo minimo del progetto di investimento.

Le spese ammissibili a finanziamento:

  • immobilizzazioni materiali, con particolare riferimento a impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, purché coerenti e funzionali all’attività d’impresa, a servizio esclusivo dell’iniziativa agevolata. Tra queste rientrano anche le opere edili, esclusivamente nel limite del 30% del programma di spesa agevolabile;
  • acquisizione brevetti;
  • acquisizione di programmi informatici e soluzioni tecnologiche;
  • servizi in cloud, funzionali al progetto di investimento;
  • personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda e impiegato funzionalmente nella realizzazione dell’iniziativa agevolata;
  • esigenze di capitale circolante, nel limite del 20% delle spese complessivamente ammissibili; tali spese comprendono le materie prime, sussidiarie, materiali di consumo, i servizi di carattere ordinario, strettamente necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa, le spese per godimento di beni di terzi (affitto, leasing e noleggi) e gli oneri per la garanzia (fidejussione o polizza fidejussoria) richiesta nel caso di erogazione dell’anticipazione pari al 20%.

La candidatura deve provenire da un’impresa a prevalente partecipazione femminile, con le seguenti caratteristiche:

– la società cooperativa e la società di persone in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60% dei componenti la compagine sociale;

– la società di capitale (comunemente le S.r.l.) le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;

– l’impresa individuale la cui titolare sia una donna;

– la professionista lavoratrice autonoma (sono esclusi gli studi associati);

La misura è disciplinata dal D.M. 30/09/2021:

Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, per cui assume particolare valenza la definizione dell’idea progettuale e la compilazione della domanda; di seguito i parametri di valutazione dei progetti:

Per avere un’idea di seguito la scheda contenente il fac simile per la redazione di un progetto di impresa:

L’intera procedura è stata disciplinata dal provvedimento dirigenziale del 30/03/2022:

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