Home Basilicata in Avanti! MELFI: SENZA LA CULTURA DELLA LEGALITA’ E DELL’IMPARZIALITA’ NON ANDREMO LONTANO.

MELFI: SENZA LA CULTURA DELLA LEGALITA’ E DELL’IMPARZIALITA’ NON ANDREMO LONTANO.

1333
0

Delusione e imbarazzo.

Bastano solamente due parole per fotografare in estrema sintesi i contenuti del Consiglio Comunale tenuto ieri (01/12/2022) a Melfi.

Alla fine, il Consiglio ha approvato all’unanimità, o quasi (solo il consigliere Ernesto Navazio ha deciso, coerentemente, di astenersi), l’ordine del giorno presentato dai consiglieri del centro-sinistra (Bufano, Dì Lalla, Simonetti e Valvano), con cui si esprime una secca condanna al grave episodio di violenza verificatosi all’interno del Cimitero.

Ma non è bastata l’approvazione dell’ordine del giorno per affermare pienamente i valori di dignità, legalità, trasparenza e imparzialità che dovrebbero guidare e ispirare l’azione dei pubblici amministratori.

La maggioranza della destra melfitana e il suo capo politico, il Sindaco Maglione, hanno dimostrato di non averli nel loro cuore questi valori, che per loro, dobbiamo dedurre, rappresentano più un peso che una risorsa.

E’ accaduto un fatto gravissimo nel Cimitero di Melfi il 10 ottobre 2022; minacce, distruzione dell’ufficio, aggressione fisica con lesioni personali e cure al pronto soccorso dell’Ospedale con prognosi di 10 giorni per un trauma cranio-facciale. Tutto questo denunciato per iscritto, su una nota al protocollo del Comune di Melfi (al n.25292 del 11/10/2022), sottoscritta dal concessionario del pubblico servizio, cioè dal braccio operativo dell’Amministrazione Comunale nell’esercizio del suo dovere contrattuale.

Dal 10 ottobre 2022 ad oggi il Sindaco di Melfi e la sua Amministrazione non hanno assunto alcun provvedimento, non hanno segnalato all’autorità giudiziaria, non hanno preso alcuna iniziativa.

Patetica la difesa di qualcuno, che si definisce garantista, affermando che il Comune non è un tribunale e che dovrebbe attendere l’esito delle decisioni dell’autorità giudiziaria. E’ evidente che si tratta di pura ignoranza, scusabile, perchè costoro non sanno che una denuncia protocollata, non certo anomina, ma proveniente da un concessionario di pubblico servizio, deve automaticamente essere fatta propria dall’Amministrazione e dal suo capo che sarebbe tenuto, senza indugio, a trasmetterla all’autorità giudiziaria.

Per questo l’opposizione di centro-sinistra, nell’esercizio dei suoi doveri ha costretto la maggioranza a portare il punto all’ordine del giorno, invocando l’articolo 39 del D.Lgs.n.267/2000 e si è così, finalmente, tenuta la discussione in Consiglio

La discussione è partita non male, “malissimo”. Dopo 2 mesi abbiamo assistito a una situazione che ci limitiamo a definire penosa. Il Sindaco, ripetutamente invitato, non ha voluto relazionare sul punto e così la discussione è iniziata con una severa relazione del consigliere Valvano. Vi riporto qui la registrazione audio-video integrale dell’intervento che vi prego di ascoltare per comprendere la gravità dei fatti e la loro genesi (si lo so che 17 minuti di vita per ascoltarlo non sono pochi, ma bisogna pur fare qualche sforzo, ogni tanto, per capire cosa accade nella comunità e per contribuire concretamente, almeno con la scelta che si fa quando si va a votare: ascoltatelo per favore!).

L’intervento nel Consiglio dell’01/12/2022 ——->Registrazione intervento del giorno 01/12/2022

Alla fine l’ordine del giorno, che si sono degnati di approvare, con le modifiche che hanno chiesto perchè non hanno voluto che si dovesse impegnare formalmente il Sindaco a presentare segnalazione all’autorità giudiziaria, ripara solo in minima parte una ferita grande che si è aperta.

Ieri è emerso che la nostra istituzione locale, con a capo il Sindaco, da una parte ha firmato il protocollo di legalità con la Prefettura (è lecito a questo punto chiedersi: con quale livello di consapevolezza e convinzione ????), dall’altra è rimasta praticamente inerte di fronte a un episodio di violenza, verificatosi nei locali pubblici comunali del Cimitero, ai danni di operatori che stanno li come braccio operativo del Comune per erogare un pubblico servizio.

Il silenzio di fronte alla violenza di cittadini ai danni di chi lavora per la comunità, smentisce amaramente l’intento di ergersi a paladino della legalità.

Per intenderci con una metafora: è come l’imprenditore – vittima passiva – che sta in silenzio per anni, nel mentre paga tangenti alla criminalità organizzata e, contemporaneamente, con l’obiettivo di costruirsi un’immagine pubblica, indossa il vestito del pubblico benefattore tramite organizzazioni con finalità sociali, filantropiche o sportive, insomma con attività formalmente rivolte al bene collettivo.

Percepire tentennamenti di questa natura, alla guida della civica amministrazione, fa rabbrividire. Tentennamenti nell’ affermare i valori di legalità e imparzialità, con fatti concreti e non solo a parole, non possono circolare nelle vene di chi ci guida e rappresenta, non ci porteranno lontano!

Da ieri provo delusione, imbarazzo e, non lo nascondo, grande preoccupazione per la nostra comunità.

Spero di sbagliarmi!

Previous articleCONDONO DI CONTE? NESSUNO SE NE INF-ISCHIA!
Next articleLE PROVINCE: FINALMENTE!

Rispondi