Home Mondo Politica Combattere i corrotti ma tutelare i corretti, la politica e le istituzioni:...

Combattere i corrotti ma tutelare i corretti, la politica e le istituzioni: vietato buttare il bambino con l’acqua sporca.

433
0

Diciamolo subito: la corruzione va sempre combattuta, ovunque e comunque; essa non si giustifica in alcun modo.

Il fenomeno corruttivo che alligna anche nelle istituzioni è sempre produttivo di grandi pericoli per le stesse istituzioni, per la tenuta democratica,  rappresenta un rischio per i cittadini.

Il rapporto tra la forza selvaggia del denaro e il potere della politica, nella storia, di tanto in tanto, ha sempre prodotto alterazioni.

Dalla civiltà greca, passando per i romani fino ai giorni nostri, la corruzione è un virus che sguazza nel corpo sociale e che, verosimilmente, non ci abbandonerà mai.

La politica deve sempre occuparsene perchè la legalità è un prerequisito per l’organizzazione e la sopravvivenza di ogni società civile.

L’inchiesta che vede coinvolti diversi esponenti politici, a partire dall’ex euro-deputato di Articolo 1 (prima P.D, proveniente dalle file dei D.S.), Antonio Panzeri, corre il rischio di indebolire l’immagine di una importantissima istituzione sovranazionale come l’Unione Europea.

E’ un pericolo che bisogna affrontare e superare, con modi e strumenti adeguati, avendo cura di evitare di cadere nella trappola suggestiva del “con ogni mezzo”.

E’ proprio questo il più grande rischio che si presenta, ogni qualvolta che un’inchiesta irrompe sulla scena pubblica.

Salvaguardare la politica e le istituzioni deve essere una preoccupazione primaria nel mentre le autorità preposte e le stesse istituzioni si occupano di fare luce sui fatti e di sanzionare i responsabili.

La corruzione, per quanto endemica, è pur sempre fenomeno legato all’egoismo di singole persone, infettate dal suo virus. 

Non possiamo perdere le conquiste democratiche ottenute nel corso dei secoli, come la credibilità dell’istituzione europea.

Sarebbe un grave errore, una ripetizione di quanto già visto altrove, come in Italia, quando si finì per buttare il bambino con l’acqua sporca.

E’ proprio questo lo sforzo da fare: separare l’acqua sporca, di cui bisogna liberarsi, dal bambino che, invece, va assolutamente preservato.

E’ interesse delle selvagge forze della finanza distruggere la credibilità delle istituzioni democratiche e, in particolare, dell’Unione Europea, come lo è delle altre potenze mondiali, degli Stati governati da tiranni o delle irresponsabili e miopi forze politiche nazionaliste europee.

Non facciamoci fregare!

Puniamo i colpevoli, ma manteniamo lucidità.

La corruzione non si debella con leggi speciali, con poteri e mezzi particolari conferiti all’apparato investigativo o alla magistratura; inutile illudersi perchè, una volta allontanata, somministrando l’antivirale o l’antibiotico, prima o poi ritornerà più forte di prima.

La corruzione è conseguenza della maturità (immaturità) e della cultura di un popolo.

E’ un fenomeno culturale, inestirpabile con la sola forza della repressione.

Per questo bisogna sempre maneggiare con cautela gli strumenti repressivi e nuove leggi, perchè spesso non colgono l’obiettivo e mortificano i cittadini corretti, anzichè isolare i corrotti.

Leggi speciali o strumenti eccezionali appaiono come la risposta giusta, ma poi scopri che, al contrario, si trasformano in nuove forme di potere irresponsible, egoista, autonomo e sganciato dagli elettori.

La strada maestra è sempre la stessa: la politica e soprattutto il corretto agire dei politici e dei cittadini che perseguono il bene comune, ispirati dai valori delle grandi culture politiche.

Il virus corruttivo non guarda in faccia a nessuno, non c’è status sociale, titolo di studio, professione o simboli di partito immuni; la corruzione è trasversale, colpisce singole persone affidatarie di una qualunque forma di potere.

Teniamo fuori dalla porta gli urlatori del momento, gli incivili avvoltoi pronti a sfruttare a loro favore, in termini di consenso, i sentimenti di sdegno dell’opinione pubblica.

Ce ne sono tanti che impazzano sui media e sulla carta stampata in queste ore. 

Con pazienza osserviamoli per identificarli e per tenerne conto al momento giusto, quando la democrazia, che dobbiamo tutelare, chiederà al cittadino elettore di esprimersi.

Previous articlePROVINCIA DÌ POTENZA: GIORDANO AIUTA GIORDANO. E GLI ALTRI PICCOLI COMUNI?
Next articleLA DAMNATIO MEMORIAE DI GIORGIA

Rispondi