Home Mondo DEMOCRAZIA ITALIANA 2030: DA MATURA A MODERNA

DEMOCRAZIA ITALIANA 2030: DA MATURA A MODERNA

547
0

Quando in futuro ricorderemo l’anno 2022, la memoria ci restituirà innanzitutto le immagini, atroci e drammatiche, dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Un volto su tutti: l’inquietante e autoritario Presidente-Zar Vladimir Putin.

I libri di storia racconteranno della fake news di Stato, “l’operazione militare speciale”, delle motivazioni del conflitto, delle alleanze,  delle conseguenze economiche della guerra, del successivo trattato di pace e delle conseguenze geopolitiche.

Una sola certezza: l’attuale assetto delle relazioni internazionali non è in grado dì prevenire conflitti bellici nel continente Europeo e, soprattutto, dobbiamo renderci conto che non siamo in grado di fermare un conflitto così disumano e devastante per le popolazioni coinvolte e per l’intera umanità.

Nel 2022 abbiamo capito che anche il cosiddetto “mondo libero” rischia la guerra, come i tanti Stati e popoli “del Sud del Mondo” che continuano a sanguinare ininterrottamente, di cui ci occupiamo poco e male.

Morale della favola: c’è tanto lavoro da fare per la politica, nel Mondo, a partire dal recupero di credibilità delle istituzioni europee, compromesse dallo scandalo del Qatar-gate.

La vittoria della destra in Italia è già passata in secondo-terzo piano, la ricorderemo come un fatto fisiologico.

Il centro-destra  non vinceva le elezioni dall’anno 2008.

A distanza di tempo valuteremo come normale l’alternanza al Governo, ciò che oggi fingiamo di sentire come una novità. Tutti sappiamo bene che di novità non si tratta, salvo avere, in Italia, la prima donna – ed è un bene – che ricopre il ruolo dì Presidente del Consiglio.

Siamo nell’era della “sondo-crazia”, nella quale sembra che tutti siano felici di fare a meno di vere elezioni, visto che abbiamo una “legge elettorale truffa”; la verità è che tutti sapevano quale sarebbe stato il risultato elettorale.

Non poteva non saperlo la sinistra, che, con il Partito Democratico al centro, ha governato ininterrottamente dalla fine del 2011, con tutti, o quasi tutti.

Fatta eccezione per la breve e folle parentesi del governo Gialloverde, dal Governo Monti, poi Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi, la sinistra ha consumato la sua identità, scambiata sull’altare del Governo  “costi quel che costi”.

Si è illuso e continua a illudersi chi ha pensato e continua a pensare a una alleanza con il Movimento 5 Stelle, per una semplice ragione: i Grillini non vogliono alleanze elettorali nelle elezioni politiche, con nessuno dei poli, perchè perderebbero uno dei loro principali caratteri identitari.

Il movimento pentastellato, interprete fedele “della modernità” dell’uomo flessibile di Sennet, ha dimostrato di essere capace di repentine mutazioni, abile ad adattarsi a tutto e tutti, ma senza cambiare posizione sulle alleanze elettorali; così sarà, almeno fino a quando sarà ispirato dallo spirito genetico custodito “dall’elevato” (Beppe Grillo).

Guardando in avanti, possiamo considerare che il sistema politico italiano ha oggi, forse, una possibilità di cambiare in meglio. La sua architettura istituzionale può essere ripensata. Possiamo difendere gli irrinunciabili principi antifascisti della Costituzione accettando la sfida della discussione sul presidenzialismo o, meglio ancora, sul semi-presidenzialismo. 

Riflettiamo sulla possibilità di eleggere una assemblea costituente, con l’obiettivo di recuperare i livelli di democrazia perduti con la frettolosa e dannosa messa al bando dei grandi partiti di massa.

Potrebbe essere la volta buona per far avanzare il sistema Italia: da una democrazia matura, come l’ha descritta il Presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno, a una democrazia moderna, dentro cui rifondare una nuova sinistra costruita sui valori, gli obiettivi e le grandi sfide che l’umanità intera sta affrontando, di cui si è discusso durante l’ultimo congresso dell’Internazionale socialista a Madrid.

Deve essere una priorità, anche perchè lo stato della maturità, per una democrazia, può diventare la premessa della sua putrefazione.

Previous articleIL NATALE E’ SEMPRE COSÌ DISEGUALE?
Next articleFUORI DAL VASO!

Rispondi