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Ospedale di Melfi: il trasferimento del centro di cottura si poteva evitare.

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Con un po di pazienza e di buon senso avremmo potuto far bene e invece…..

Lo spostamento del centro di cottura dell’Ospedale di Melfi è, purtroppo, una realtà. Un impoverimento della qualità del servizio mensa per i degenti sarà inevitabile, perchè l’Azienda Ospedaliera ha programmato la demolizione e ricostruzione del corpo edilizio dove è attualmente allocato il centro cottura.

Oggi i degenti hanno la possibilità di avere un servizio con posate e piatti tradizionali, porcellana e metallo.

Con il trasferimento subentrerà la plastica, ma non solo.

L’appaltatore gestisce la mensa dell’Ospedale di Pescopagano, il presidio più vicino che dovrebbe produrre i pasti per l’Ospedale di Melfi; se dovesse accadere bisognerà considerare il tempo di viaggio dei pasti di oltre un’ora.

Piatti e posate in plastica e tempo viaggio di un’ora, questa è la prospettiva del servizio mensa dell’Ospedale di Melfi.

Sicuramente il servizio rispetterà le norme vigenti in materia di igiene e sicurezza dei cibi, non dobbiamo avere dubbi, ci mancherebbe; ma le conseguenze sulla qualità del servizio per i degenti saranno ovvie.

Consumare un piatto cotto 90/120 minuti prima, anzichè 15-30 minuti, avrà un impatto negativo sulla qualità.

E i lavoratori?

Oggi nel centro cottura lavorano 10 persone, la maggior parte con contratto part-time. Come si potrebbe conciliare il mantenimento del rapporto di lavoro, soprattutto per i part-time, con il trasferimento della sede a Pescopagano?

Le spese di viaggio sarebbero coperte a mala pena dallo stipendio di un contratto part-time.

Abbiamo suggerito al Sindaco di chiedere all’Azienda Ospedaliera la sottoscrizione di un accordo, un protocollo d’intesa. Un atto scritto, non una semplice stretta di mano. Tra istituzioni ci si parla con le carte non a parole. Lo abbiamo fatto nell’ultimo Consiglio Comunale del 20 ottobre, durante il quale la maggioranza (Sindaco e consiglieri di centro-destra) ha commesso un errore.

Il Consiglio è stato chiamato ad approvare una variante urbanistica per autorizzare l’Azienda Ospedaliera a realizzare altri corpi edilizi in cui trasferire i reparti. Una buona notizia se non fosse per un particolare: nel progetto non sono più previsti i locali per il centro di cottura.

E’ chiaro che l’Azienda Ospedaliera è orientata alla loro delocalizzazione al di fuori dell’Ospedale.

Era proprio quella l’occasione per l’Amministrazione Comunale di esprimersi, con gli atti, non a parole: bisognava dire no e rinviare.

Non bisognava approvare immediatamente la variante, così come presentata dall’Azienda Ospedaliera. Abbiamo suggerito di sottoporre all’Azienda Ospedaliera la sottoscrizione di un accordo interistituzionale per garantire il mantenimento del centro di cottura nell’Ospedale.

Non c’è stato niente da fare.

Con motivazioni non comprensibili la maggioranza ha respinto la nostra richiesta e ha tirato dritto per approvare il nulla osta all’Azienda Ospedaliera, senza che vi fossero ragioni di urgenza (per realizzare il nuovo padiglione ci vorranno altri 3/4 anni – se va bene), anzichè chiedere di completare gli atti con la previsione del centro di cottura.

E’ un brutto segnale.

Un vero peccato, perchè quella era una soluzione perseguibile, concreta, a portata di mano.

Alla fine la maggioranza “ci ha concesso” di approvare un ordine del giorno che impegna il Sindaco a prendere ogni iniziativa per convincere l’Azienda Ospedaliera a mantenere il centro di cottura nella città di Melfi.

E’ una concessione di scarso significato.

Un Ordine del giorno non si nega a nessuno e comunque non è impegnativo per l’Azienda Ospedaliera. Aver fatto contenta l’opposizione con l’Ordine del Giorno non garantirà di per se il mantenimento del centro di cottura all’interno dell’Ospedale.

Seguiremo la vicenda nelle prossime settimane, confidando nella sensibilità del Direttore Generale dell’Azienda San Carlo, per garantire qualità del servizio e per tutelare i posti di lavoro che difficilmente verrebbero mantenuti ove mai venisse confermato, come sembra, il trasferimento del centro di cottura a Pescopagano.

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