COME PREVISTO, LA COALIZIONE DESTRO-CINICA PRENDE LE DISTANZE E VOTA CONTRO. FAVOREVOLE IL CENTRO-SINISTRA E I CINQUE STELLE.
Il Consiglio Comunale ha approvato l’allargamento del Parco del Vulture nel territorio di Melfi. La delibera è immediatamente esecutiva e non richiede l’approvazione dell’Ente Regione, per cui dal giorno 24 giugno ci sono altri 2.200 ettari circa, sul versante ovest, tutelati dalla speciale normativa, la legge regionale n.28 del 2017 istitutiva del Parco naturale regionale del VULTURE.
Per leggere la delibera clicca qui di seguito—> https://liviovalvano.blog/wp-content/uploads/2021/07/delibera-15-2021.pdf
Lo scorso anno, dopo l’inatteso provvedimento del Dipartimento Regionale all’Ambiente che, in piena pandemia, inspiegabilmente licenziava la V.I.A. per il progetto di insediamento di una nuova cava in località Monte Crugname, abbiamo affidato all’Università di Foggia, insieme alla Soprintendenza di Basilicata, lo studio di quella porzione di territorio intercluso tra il tratturo regio (vicino al centro abitato del quartiere Bicocca), la strada provinciale Melfi Foggiano, il fiume Ofanto, i confini di Rionero (Monticchio) e il bosco Frasca.
Clicca qui per vedere la cartografia—-> https://liviovalvano.blog/wp-content/uploads/2021/07/cartografia-parco.pdf
Gli esiti dello studio, che sarà presentato il giorno 13 luglio 2021, hanno rafforzato con elementi oggettivi la volontà di assicurare la protezione che merita quel territorio, per la sua unicità sotto il profilo naturalistico (per la flora e la fauna), paesaggistico, per la ricchezza archeologica e per la presenza di un reticolo di strade antiche, tra cui il tratturo di San Guglielmo da Vercelli che passa anche su Monte Crugname.
Sul valore e sulle potenzialità derivanti dalla protezione del paesaggio, in linea con la strategia di sviluppo nazionale ed europea, Melfi ci crede. Ci crediamo molto di più della stessa Regione che ha rallentato l’attività dell’Ente Parco, tenuto in una posizione di stallo nella formazione degli organi di amministrazione, con il braccio di ferro instaurato con l’assemblea dei Sindaci per la nomina del Presidente.
A coloro che hanno voluto seguire i lavori del Consiglio del 23 giugno scorso è apparsa chiara in tutta la sua evidenza la differente impostazione tra il centrosinistra che oggi governa la città e la destra che l’ha governata fino al 2010.
Abbiamo preso atto del voto contrario del centro-destra, chiaramente espresso dal consigliere Navazio (che con la sua notoria ambiguità è arrivato ad affermare che meglio avrebbe fatto il Comune di Barile nel perimetrare chirurgicamente il Parco del Vulture tenendo fuori le cave) e dal Consigliere Destino, ritornato nell’area politica di provenienza (cioè la destra locale), che ha ritenuto di votare contro la protezione di quel territorio. Li attendevamo al voto dallo scorso anno, quando con difficoltà argomentavano, a mio avviso a sostegno, intorno al progetto della Cava di Monte Crugname. Un approccio insensibile alla protezione ambientale, tipico di chi preferisce l’affermazione incontrollata di interessi economici di pochi (l’industria), senza alcun equilibrio, senza le necessarie tutele che consentono di rendere compatibile lo sviluppo economico con la difesa del territorio che “appartiene a tutti i cittadini”.
Clicca qui per leggere il dibattito in Consiglio—> https://liviovalvano.blog/wp-content/uploads/2021/07/dibattito-su-parco-23-6-2021.pdf
E’ strumentale, falso e da irresponsabili spaventare i proprietari dei terreni ricadenti in quelle aree: non c’è alcuna limitazione all’attività agricola che, invece, potrà continuare ad essere svolta come prima, senza differenze. Di questo non devono affatto preoccuparsi gli agricoltori e gli allevatori che, al contrario, avranno tutto da guadagnarci.
Alla destra locale va ricordato che l’amministrazione del territorio richiede equilibrio, comporta la capacità di contemperare interessi di singoli portandoli a convergere verso un interesse più generale. Non si può pensare di governare una città, o un territorio più ampio come una Regione, sposando progetti di singoli imprenditori, come si sta prefigurando nel caso di Melfi e del suo futuro. L’amministrazione Comunale non può diventare strumento delle pur legittime aspettative di un gruppo di imprenditori, ma deve essere arbitro nel perpetuo confronto tra interessi di singoli cittadini, lavoratori, disoccupati, pensionati, professionisti, agricoltori, allevatori, artigiani, commercianti, artisti, lavoratori autonomi, imprenditori etc….
Dall’altra parte, invece, si è materializzata la coerenza della maggioranza di centro-sinistra, sensibile a creare le condizioni di equilibrio tra industria e ambiente, nel solco dello sviluppo sostenibile la cui premessa è la protezione del valore del territorio, posizione che in questa circostanza ha incrociato l’appoggio della consigliera Bisogno per il movimento 5 stelle.
E’ stata una decisione coerente con quanto accaduto in passato, per le numerose azioni poste in essere nei 10 anni di governo del Centro-sinistra:
anno 2012/2014, delimitazione del territorio incompatibile con le installazioni eoliche, nonostante la prepotenza di una normativa nazionale eccessivamente permissiva;
anno 2012/2015, eliminazione di due progetti per la realizzazione di 2 discariche di rifiuti speciali (Accovatura e Leonessa, proprietà Pagliuca) con la partecipazione di alcuni tecnici professionisti “molto impegnati nella politica locale”
anno 2013/2014, respingimento del permesso di ricerca di gas e petrolio (permesso Bicocca) sul territorio di Melfi
anno 2015/2016, diniego dell’autorizzazione per 5 progetti per il trattamento dei rifiuti organici nell’area industriale di Melfi, per circa 550 mila tonnellate (l’equivalente di 10 milioni di abitanti)
Anno 2013/2015, rivoluzione del ciclo dei rifiuti urbani che dal 2016 ci ha consentito di liberarci dalla dipendenza dall’inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti
L’estensione dell’area Parco del Vulture sul fronte OVEST è l’ultimo atto di amore nei confronti di una città e del suo territorio che merita di essere protetto e valorizzato.
In quel delicato territorio, parte terminale del monte Vulture, un meraviglioso intatto paesaggio agricolo, “NON SI POSSONO INTRODURRE NUOVI INSEDIAMENTI” che lo devasterebbero.
L’allargamento del Parco del Vulture risponde a un’idea, una visione sullo sviluppo sostenibile basato sul valore del territorio, della sua unicità, della sua storia, dei contenuti archeologici, della qualità delle produzioni agricole e della crescita di valore dei prodotti agricoli coltivati in un’area di protezione ambientale che presto avrà un marchio riconoscibile sul mercato internazionale. I borghi delle frazioni, Foggiano, Foggianello e San Giorgio “inclusi” nell’area Parco, grazie al nuovo regolamento urbanistico che abbiamo approvato nel mese di novembre 2020, potranno proporsi come borghi turistici, con un’offerta basata sull’autenticità di un territorio che dal Vulture si estende fino al fiume Ofanto, attraversato da antiche vie di comunicazione particolarmente apprezzate in Europa.
E’ una nuova grande opportunità per i cittadini e le frazioni.
E’ questo il modello di sviluppo condiviso nel mese di gennaio con le associazioni che fanno parte della Consulta Comunale per l’Economia e il Lavoro. Un modello di sviluppo che punta sull’autenticità del territorio, la sua unicità, che non può essere messa in discussione da singoli progetti industriali portatori di basso valore aggiunto e un livello occupazionale insignificante e comunque risibile rispetto alle potenzialità date dallo sviluppo agricolo e turistico.
E’ il modello di sviluppo in cui crediamo, su cui abbiamo costantemente lavorato nei trascorsi 10 anni e su cui chiederemo nuovamente l’appoggio dell’intera comunità.








